domenica 5 aprile 2009

Giustizia per Carlo Parlanti

Grazie a Casapound ed agli Ultras della Roma


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Intervento registrato per la conferenza di Prigionieri del Silenzio del 28 Marzo 2009 a Firenze.




Risposta ad un messaggio privato ricevuto su Yt. chi ha orecchi per intendere, intenda.

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martedì 31 marzo 2009

a little reply



"So Valentina said". In Italian, subtitled in English.

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giovedì 15 gennaio 2009

Carlo Parlanti e la casa speciale di Avenal

(sottotitolo: una fiaba dell'orrore)

da: http://blog.libero.it/carlofree/6306992.html

C'era una volta un paese di nome Avenal, dove per la gente che aveva fatto qualcosa che non andava era stata costruita una casa speciale, chiamata Avenal State Prison. In questo posto, un casermone di forma quasi pentagonale composto da tante costruzioni più piccole, viveva un uomo, Carlo, trovatosi lì per errore. Anche dire errore è sbagliato, perchè bisognerebbe parlare di crimini contro di lui. Questo uomo si trovava lì da 5 anni. Cinque anni di inferno nei quali lui, innocente, ne ha subite di tutti i colori. Questa piccola storia parla di ciò che il nostro eroe ha dovuto sopportare nello strano anno 2009.

Il protagonista della nostra storia può comunicare solo per posta e telefono. E da anni combatte con il presentarsi di brutte persone (leggesi avvocati) che pagati per difenderlo, ad un certo punto si scoprono essere anche loro, il più delle volte, i cattivi della situazione perchè non mirano al bene del nostro. Ma torniamo alla storia...raccontando di questa casa speciale.

Questa casa speciale è sorvegliata da alcune persone vestite tra il verde ed il kaki. Alcune persone hanno conservato la propria umanità, altre si sono ormai trasformate in sentimenti cattivi. In questo posto, queste brutte persone trasformatisi in sentimenti cattivi, non sopportano che le persone che vivono nella casa speciale di Avenal possano avere una vita ai limiti della decenza, e quindi se ne inventano sempre una. Per esempio, nella casa speciale, non è possibile al momento, nonostante faccia tanto freddo e la gente all'interno corra il rischio di ammalarsi, di portare indumenti caldi sotto la divisa della casa speciale: pena punizioni e niente pranzo e conte lunghe. Quindi i sentimenti cattivi hanno deciso che bisogna sentire freddo.

Come abbiamo già detto l'eroe della nostra storia è innocente. Ma così innocente, che nel suo stato di origine tante persone si sono messe insieme per aiutarlo, in tanti modi. La cosa più faticosa è quella di rompere il muro di silenzio costruito dai cattivi. Nonostante spesso e volentieri tanti angeli si affaccino dal cielo dando il loro aiuto... non sempre tutto va come deve andare. Queste persone comunicano con Carlo tramite lettere, e si danno tanto da fare per tirarlo su di morale. Tra le cose che fanno, gli mandano dei giornali dove si parla di lui. I sentimenti cattivi trasformatisi in persone cosa fanno? Adducendo come scusa le regole della casa speciale, gli sequestrano solo ed esclusivamente i giornali che parlano di lui.... (continua)

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giovedì 20 novembre 2008

Ve lo dico a cuore aperto


Originariamente scritto nel mio profilo Facebook. Nelle immagini l'ultima lettera di Carlo. E poi ditemi se ho torto.

Spesso dimentichiamo che dietro alle carceri, c'è un mondo che nasce, cresce e muore parallelamente al nostro. Anche io lo ignoravo, o facevo finta di dimenticarmene prima di conoscere Carlo. Spesso è dannatamente più comodo far finta di niente. Grazie a lui ho imparato che non è giusto un atteggiamento del genere. In questa mio sforzo per aiutarlo, parte della mia famiglia è con me, conosce Katia, vuole loro bene. L'altra, non so per quale motivo, se ne strafrega altamente. Forse perché han paura di ciò che non conoscono.. non so. Son solo che non gliene è importato nulla nemmeno quando ho pubblicato il pezzo sul Community Alliance(mensile di Fresno, California) e su La Padania.

Ieri mi è arrivato un bustone da parte di Carlo, contenente il giornale con l'originale del mio articolo, una lettera, ed il biglietto di auguri che un gruppo di inmates gli ha regalato per il suo compleanno lo scorso 1 novembre.Ora vi chiederete voi cosa centra questo con l'apertura di questo mio scritto. E' presto detto. Noi molto spesso ignoriamo che colpevoli od innocenti che siano i detenuti rimangono prima di tutto persone.

E' stato spettacolare leggere tutti i pensieri che questi detenuti avevano scritto a Carlo. Tra di loro c'è chi lo conosce ormai bene, e chi lo conosce poco, ma nonostante questo è straordinaria la sensazione di affetto che ne scaturisce fuori. Questo biglietto (che potete visionare a questo link: http://blog.libero.it/carlofree/5929286.html ) mi da anche la maniera di raccontarvi come giorno dopo giorno mi rendo conto che nonostante i suoi naturali difetti, Carlo sia una persona veramente speciale.

Per farvelo capire dovete mentalmente riallacciarvi alla parte della mia famiglia che non è minimamente interessata a ciò che faccio. Tenetevela bene a mente perché il contrasto che ne esce fuori è pazzesco. Bene, ora pensate ad una persona da 5 anni ingiustamente detenuta, vessata, e con un budget di vita estremamente limitato. Una persona che sapendo di farmi piacere ha preso, imbustato e spedito in Italia un giornale di una 40ina di pagine, per darmi modo e darmi il piacere, la soddisfazione di incorniciare il mio primo "internazionale" (così l'ha chiamato). Spendendo l'equivalente di almeno 4 lettere. Senza stare a sentire le mie lamentele e rimproveri telefonici di settimane intere che gli intimavano di non fare il cretino e strappare solamente la pagina con l'articolo. Quando quegli 8 francobolli "1st class" che ha utilizzato, potevano essere utilizzati per altro. Ma non è solo questo che stride con l'ignoranza di quella parte di mia parentela.

La grande differenza è che nonostante quell'articolo parlasse di lui e che quindi potesse rappresentare qualcosa di positivo per lui, il primo commento successivo alla conferma di pubblicazione, ancor prima di visionarne la copia ufficiale, è stato di contentezza perché me lo avevano pubblicato, per come era scritto: "ed ora lo devi incorniciare, sei stata proprio brava" e così via. Contentezza per me e per quello che quel pezzo poteva rappresentare per me. Tutte quelle cose che minimo minimo ti aspetteresti anche dai tuoi parenti. Reazioni che da loro non vengono mai, e che invece da parte di Carlo arrivano sempre. Ieri ho avuto l'opportunità di sentirlo via telefono e quando gli ho detto che il bustone era arrivato, ha assunto il ruolo di "padre fiero della figlia" (da ridere, mi sembrava la stessa reazione di mio padre all'articolo!) che pianificava come e dove e con cosa incorniciarlo! "Così quando tra tanti anni quando lo farai vedere ai tuoi nipotini gli racconterai... " che non vi so esprimere se erano più belle le parole che diceva o il tono in cui le diceva. E mentre parlava ci pensavo a quegli idioti dei miei parenti.... pensando che è proprio vero che la famiglia non è dettata dal sangue che scorre ma dall'affetto che si prova.

La cosa che mi fa continuare a sorridere, e qui concludo perché mi son dilungata troppo, è che all'inizio voleva chiedere a Katia se me lo incorniciava lei, per farmi una sorpresa! Povera Katia, le sarebbe mancato solo questo!

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mercoledì 29 ottobre 2008

Thanking God, the first step is done

Community Alliance - November 2008- page 16- Fresno, Ca




"La Padania" del 29 Ottobre 2008 - Pagina 8 - Sez. Politica




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lunedì 20 ottobre 2008

2 giorni x Carlo Parlanti

tratto da "IL FONDO"

di Valentina Cervelli

Una telefonata. Un applauso che scaturisce spontaneo. E una lacrima scende lungo il viso dell’uomo che sta tenendo in mano la cornetta. E’ il 15 ottobre 2008. Da una parte, la platea del Centro Italiano attori di Milano. Dall’altro capo del filo, Carlo Parlanti, in collegamento dal carcere. Tutto ciò nel corso di un’ intervista telefonica condotta nell’ambito di una serata a lui dedicata, nata dalla collaborazione tra l’Associazione no -profit Prigionieri del Silenzio e gli artisti milanesi guidati da Ivan Suen.

“Il Caso Carlo Parlanti: tra finzione e realtà”. Un incontro nato per far conoscere alla gente chi è Carlo Parlanti, di cosa è stato accusato (ingiustamente) e come la sua vita sia stata trasformata in un inferno sulle basi del nulla. Perché è questo che ancora, dopo quattro anni, colpisce la gente che decide di fermarsi e guardare le prove e leggere la documentazione del caso: Carlo Parlanti viene accusato senza che vi siano effettive dimostrazioni della sua colpevolezza e, ancor di più, con evidenti contraffazioni delle prove presentate in tribunale.

Ecco quindi che prima nella conferenza stampa indetta da Prigionieri del Silenzio lo scorso 10 ottobre ed ancora una volta nel corso dell’evento patrocinato dal Centro italiano attori il 15, vi è stata la possibilità di toccare con mano ed immedesimarsi nella triste quotidianità dell’uomo che sempre di più sta diventando simbolo delle spesso tragiche condizioni degli italiani detenuti all’estero. Con l’aggravante, in questo caso, rispetto ad altri, della sua innocenza.

Nel corso della conferenza stampa del 10 ottobre, Katia Anedda, presidente di Prigionieri del Silenzio, e con lei la dott.ssa Luciana Martena , (PDL) l’On. Matteo Salvini, (Lega) e con la dott.ssa Renata Galanti (Lega), hanno illustrato le problematiche maggiori relative allo stato di detenzione di un connazionale oltre i confini di Stato. Tra di esse le oggettive difficoltà linguistiche e la sovrappopolazione carceraria; un assistenza che non sempre viene condotta in modo lineare dalle autorità e la difficoltà, sempre molto sentita di potersi fidare realmente dei legali che si contattano. Ma soprattutto l’integrità fisica dei propri cari, spesso messa a repentaglio da forte promiscuità e dalle malattie infettive.

Il caso di Carlo Parlanti viene preso come esempio: la dott.ssa Martena elogia Prigionieri del Silenzio per il lavoro innovativo svolto fino ad ora mentre la dott.ssa Galante, responsabile dello Sportello Famiglie del Carroccio offre la collaborazione degli avvocati ad esso legati per studiare una concreta risoluzione al favore del Parlanti.

Viene infine introdotto Ivan Suen, presidente del Centro italiani attori di Milano, il quale illustra con dovizia di particolari e semplicità le motivazioni che lo hanno spinto a volere organizzare uno spettacolo su Carlo Parlanti.

Ed è proprio in questa occasione, in questa serata, che l’essenza stessa del caso e della vita strappata a Carlo Parlanti trovano un senso, palesandosi davanti alla platea del Centro Italiano Attori. Grazie alla stupenda interpretazione di Gabriele Milia, su un monologo composto dallo scrittore bolognese Giuliano Bugani, sembra che Carlo Parlanti sia presente nella platea, sia lui stesso ad affiancare nell’illustrazione della documentazione la sua fidanzata storica Katia Anedda. E gli occhi della gente si sgranano, l’emotività sale, il mormorio è costante. Gianfranco Ferreri, avvocato penalista del foro di Torino presente alla serata, interviene nel dibattito. La documentazione inerente il caso viene presentata, vengono analizzate le incongruenze, sottolineate le ingiustizie. Il silenzio in sala scende nel momento in cui, intorno alle 23, l’impianto acustico del teatro risuona delle note di uno squillo telefonico.

Il protagonista della serata, colui del quale si è parlato, la presenza portata in gioco dal bravo Gabriele si palesa nella sua realtà. E’ Carlo Parlanti. E’ lui che chiama approfittando della possibilità data ai detenuti di effettuare delle telefonate prenotate di 15 minuti. Ivan Suen, affabile padrone di casa, intervista Carlo interrogandolo sulle sue condizioni di vita all’interno del carcere, sulle sue sensazioni: cosa si prova ad essere un innocente detenuto in carcere da 4 anni? Le risposte di Carlo Parlanti sono come sempre semplici, pacate e dignitose. Non ha la presunzione di convincere il suo interlocutore della propria innocenza. Invita piuttosto i presenti a saggiare con i propri occhi la verità attraverso la documentazione del caso.

E l’applauso sale spontaneo tra le fila della platea. Carlo Parlanti sorride, commosso, mentre le lacrime scendono da sole solcandogli il volto. E gli ridonano un po’ quella vita e di speranza che da quattro anni gli vengono sottratte a forza ogni giorno.

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domenica 12 ottobre 2008

Il caso Parlanti tra finzione e realtà

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mercoledì 9 luglio 2008

I'm not here for your entertrainment but....

Come sempre assonatissima, ma non si può mica lasciare questo piccolo pezzo d'anima incustodito in eterno :). Seguendo il mio ruolo di spacciatrice di video, come dice la cara Elisa, oggi mi son scovata a mio uso e consumo, un bel fanvid su Mulder e Scully. Penso che Fox sia il mio personaggio preferito di telefilm in assoluto. Quanti pianti negli anni nel vedere X files... e che attesa logorante questa del secondo capitolo cinematografico... Poi sarà che io nelle simil tragedie come quella di Fox e Dana ci sguazzo allegramente... chi lo sa :)

Come dicevo, ho veramente un sonno da fare impressione, ma penso che ogni tanto bisogna pure lasciarsi andare a qualche piccolo sfogo sul blog. Mentre mi trovavo in bagno oggi pomeriggio (ahò che volete? se stimola... ) stavo pensando che ormai è quasi un anno che seguo la vicenda di Carlo...

Sapete quale è la strana sensazione? Sentire contemporaneamente che mi ci sia appena dedicata e che mi ci dedichi da una vita...

(al che una voce fuori campo può anche urlare: aho, rinchiudetela che j'è partita la brocca!!!)

..però è così. E' questa l'impressione che ho. Insomma, sarò ripetitiva.. ho conosciuto un sacco di persone nuove ed adorabili come Katia, la Prof, la Dani e Elisa, persone che probabilmente se quel giorno non mi fossi fermata a leggere quel blog casualmente non avrei mai conosciuto, perché che connessioni abbiamo? Praticamente nessuna.. eppure sono diventate parte della mia vita quotidiana. Katia domani passerà qui prima di ripartire per Milano (muchissimi incontri con politici domani!). Tante piccole grandi donne coraggio siamo, una dopo l'altra. Ovviamente come il tempo ha dimostrato, la più forte di tutte è quello scricciolo sempre in corsa di Katia, che non molla mai. Il bello è che anche noi a forza di stare con lei abbiamo iniziato a non mollare mai...

E poi c'è quella stupenda persona che è Carlo. Un uomo che ne ha passate veramente troppe. Ed immeritate. Ma che nonostante tutto, mette praticamente sempre le esigenze degli altri davanti alle sue. Che nonostante i continui soprusi e le angherie delle quali i nostri politicanti sembrano sbattersene altamente, è capace di gioire per la contentezza di un prigioniero che abbiamo aiutato a ritrovare la figlia che credeva dispersa (è una marine) o preoccuparsi di come stiamo.

Un paio di giorni fa eravamo al telefono (piccolo prologo: a me giravano pure le palle a casa perché avevo l'impressione che nessuno ascoltasse ciò che provavo e pensavo in linea generale) e stavamo parlando ovviamente della trasmissione di Marco Strano e delle novità della giornata. Probabilmente deve avermi sentito la voce un pochino stanca e dopo avermi chiesto come stavo mi ha detto una cosa che ragazzi, sarò tenera di cuore, ma mi ha fatto veramente squagliare.
Voi tenete sempre a mente che per quanto possa incazzarmi con tutto il mondo io sto fuori e vivo la mia pregevole vita da persona libera mentre lui sono 4 anni che soffre ingiustamente le pene dell'inferno.

Mi dice: " lo sai che io posso chiamarti solo quando sono disponibili i telefoni e non ci sono le guardie stxxxxx, ma se hai bisogno di parlare con me, dillo a Katia che ti mette in c. o ti fa chiamare, non farti problemi se hai bisogno".

Ora cercate di capire... io mi incazzo perchè la mia famiglia magari non mi sta a sentire se ho qualcosa da dire... e loro non avrebbero altro in vita quando sono in casa che starmi a sentire, e questa personcina così speciale, con tutti i casini che ha, mi dice che se ho bisogno di sfogarmi lui mi sta a sentire?? Ci rido mentre lo scrivo... ma cazzo se la vita è tutta assurda!

E poi qualcuno mi chiede ancora perché mi sto impegnando come una matta per aiutarlo ad uscire dal suo inferno? Quanto bene sta facendo tutta questa storia alla mia anima? Molto... moltissimo.

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mercoledì 26 marzo 2008

Pensieri e Parole...



(mi piace questa foto dove Katia sorride... ora la inserisco sopra all'indirizzo per scrivere a Carlo)

Uhm... sono stata un po' latitante nel blog negli ultimi giorni. un po' per lavoro, un po' per la permanenza statunitense di Katia. Il tentare di collaborare con il fuso orario di mezzo.... è veramente stancante. Ecco qua una foto di Carlo, Katia e la gentile Belinda scattata in prigione ad Avenal lo scorso 21 Marzo. Ci sono tante cose che non comprendo degli americani. E mi manda in bestia che, facendo l'esempio più stupido delle foto, non consentano l'utilizzo delle macchinette, ma che siano loro a doverti vendere le foto con i tuoi cari. Fosse solo questo. Ogni volta che Carlo mi racconta qualche spaccato della vita che fa lì dentro, il primo istinto che mi viene è quello di urlare. Insomma, per quanto Carlo sia un caso a parte perchè innocente, rimane il fatto che un detenuto, per quanto stronzo sia stato, qualsiasi sia stato il suo reato, deve poter vivere dignitosamente. Lavorando, spaccandosi la schiena, tutto quello che volete, ma i diritti basilari dell'essere umano vanno salvaguardati. E' lo stesso discorso che applico per il concetto di pena capitale. Se lo ammazzi, che possibilità ha di capire il proprio errore?. Lo so, più che una semplice domanda è un dilemma, sono troppi i fattori da dover prendere in considerazione ed io stessa in casi di reati come la pedofilia ho i miei dubbi. Ma mettiamo caso ti trovi davanti ad uno che è stato incastrato?

Guardate Carlo, non c'è nessuna prova che suffraghi l'accusa per la quale è stato condannato, vi sono una marea di elementi che lo scagionano, eppure siamo legati lì ad attendere di riuscire a racimolare la somma necessaria per l'avvocato. Il crimine del quale è accusato è orrendo. E per ciò che riguarda il suo trattamento carcerario, per quanto lui non se ne lamenti più di tanto, io ci scommetto la testa (e non la perdo) che molti dei casini nei quali occorre, dipendando strettamente dalla sua condanna. Che poi lui sia una persona d'oro in grado di trarre il meglio da tutto, beh è un altro discorso. Io provo una ammirzione sconfinata per il suo carattere. Ha una capacità di "adattamento" che supera secondo me l'umano concepibile. Io sono una persona paziente, seria, calma, che le cattiverie se le fa scivolare addosso, ma non so quanto reggerei al suo posto. Ed invece lui ha questa forza interiore straordinaria.... quasi inconcepibile.

Spesso con Katia, con Carlo Mara e Dani ci soffermiamo a pensare che se noi, così distanti per luoghi ed interessi, ci siamo "trovati", sicuramente vi è un motivo ben preciso.

Vi cito un estratto della lettera di carlo, scritta il 21 Marzo ed arrivatami oggi

"Il secondo (punto di una delle mie lettere del quale voleva parlare) è relativo alla "missione" :) (che sarebbe aiutare i prigionieri nelle sue stesse condizioni, colpevoli od innocenti che siano, attraverso Prigionieri del Silenzio"). Come ho detto a Katia, vorrei che qualcuno dicesse a Nostro Signore che la prossima volta che vuole che io faccia qualcosa, può tranquillamente mandarmi una e-mail, non c'è bisogno di tutto questo casino!!"

Ora, letta così a voi non farà sicuramente ridere. A me, che l'ho letta, immaginadomela detta da lui, ha fatto letteralmente venire le lacrime agli occhi dalle risate. Perchè spiega quella che è l'essenza di Carlo. Una persona come tante altre, con i suoi difetti ovviamente, ma anche con i suoi pregi. Con una forza d'animo bestiale. Che ringraziando il cielo nessuna fottuta persona è riuscita a togliergli. Io voglio che teniate bene a mente tutti una cosa quando leggete i post che io scrivo su Carlo: Io prima di settembre non sapevo neanche chi fosse. Ho sempre fatto la guerra a gente accusata del suo stesso reato e la faccio tuttora. Ma lui è innocente. Vi sono prove che lo dimostrano. Le stesse che mi hanno portato a tale considerazione e che mi spingono a lottare ogni giorno per lui, insieme a lui e Katia. Per me ciò che sta subendo, è un ABOMINIO. Perchè ci sono migliaia di colpevoli fuori, e lui innocente, è dentro, trattato a cazzo di cane (scusate il francesismo), sta male e non viene curato, e il massimo del conforto che può avere sono telefonate che deve razionare perchè a chi le riceve costano un occhio della testa, e delle lettere, per le quali, per comprarne i francobolli e le buste necessarie, ha dovuto rinunciare a del cibo che, con quella schifezza che gli passano lì, priva di qualsiasi voglia vitamina, era importante che avesse.

Insomma, io vorrei che ricordaste tutto questo ogni qualvolta vi fermate a leggere un mio post su Carlo.

Per il resto le cose potrebbero andare meglio a casa, ma non mi lamento, sarà quel che Dio vorrà.

(Si nota che non amo parlare dei casini? ) :D

Ne approfitto quindi per cogliere al balzo l'invito del caro Chit, e stilare la lista dei 10blog ( ma ci arriverò a 10?) "Make My day", che mi fanno uscire serena da loro quando li visito.

Chit: metto lui per primo per un semplice motivo: oltre che essere una persona stupenda è stata la persona che per prima mi ha traghettato nel mondo di Carlo. Ed è stata una circostanza che ha letteralmente cambiato la mia vita ed il modo di vedere molte cose.

Mara: è insieme ad un altra donna la fondatrice del blog di Carlo su libero, nostro quartier generale, ma soprattutto una donna con le palle alla quale voglio bene

Elisa: è una ragazza dolcissima, scrive delle poesie stupende e fa parte delle persone stupende che ho conosciuto grazie alla storia di Carlo

Gabbonet: è la mia tana.. che altro dire?

Djdebo: è il blog di mio fratello ( perchè tali ci consideriamo)

Defensive: adoro i suoi post... li adoro così tanto che li leggo praticamente da quando il suo blog è nato. sarà perchè è un po' schzzato.. che ne so, ma spesso e volentieri esco dal suo blog con un sorriso stampato sulla faccia

Spetteguless: prendetemi in giro, ma trovo spettacolari i post del doc. Apo. Che non riguardano solo bei ragazzi e celebrità

River: stesso discorso per questo giornalista che affronta giornalmente tanti diversi argomenti. dai più seri ai più frivoli

e per gli ultimi due... non saprei, diciamo che al momento facciamo la carta jolly. Che poi, alcuni di quelli sopra elencati dovrei ricordarmi di inserirli nei link. Sono così abituata a visitarli inserendo direttamente l'indirizzo che non ci ho mai pensato....

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