giovedì 15 gennaio 2009

Carlo Parlanti e la casa speciale di Avenal

(sottotitolo: una fiaba dell'orrore)

da: http://blog.libero.it/carlofree/6306992.html

C'era una volta un paese di nome Avenal, dove per la gente che aveva fatto qualcosa che non andava era stata costruita una casa speciale, chiamata Avenal State Prison. In questo posto, un casermone di forma quasi pentagonale composto da tante costruzioni più piccole, viveva un uomo, Carlo, trovatosi lì per errore. Anche dire errore è sbagliato, perchè bisognerebbe parlare di crimini contro di lui. Questo uomo si trovava lì da 5 anni. Cinque anni di inferno nei quali lui, innocente, ne ha subite di tutti i colori. Questa piccola storia parla di ciò che il nostro eroe ha dovuto sopportare nello strano anno 2009.

Il protagonista della nostra storia può comunicare solo per posta e telefono. E da anni combatte con il presentarsi di brutte persone (leggesi avvocati) che pagati per difenderlo, ad un certo punto si scoprono essere anche loro, il più delle volte, i cattivi della situazione perchè non mirano al bene del nostro. Ma torniamo alla storia...raccontando di questa casa speciale.

Questa casa speciale è sorvegliata da alcune persone vestite tra il verde ed il kaki. Alcune persone hanno conservato la propria umanità, altre si sono ormai trasformate in sentimenti cattivi. In questo posto, queste brutte persone trasformatisi in sentimenti cattivi, non sopportano che le persone che vivono nella casa speciale di Avenal possano avere una vita ai limiti della decenza, e quindi se ne inventano sempre una. Per esempio, nella casa speciale, non è possibile al momento, nonostante faccia tanto freddo e la gente all'interno corra il rischio di ammalarsi, di portare indumenti caldi sotto la divisa della casa speciale: pena punizioni e niente pranzo e conte lunghe. Quindi i sentimenti cattivi hanno deciso che bisogna sentire freddo.

Come abbiamo già detto l'eroe della nostra storia è innocente. Ma così innocente, che nel suo stato di origine tante persone si sono messe insieme per aiutarlo, in tanti modi. La cosa più faticosa è quella di rompere il muro di silenzio costruito dai cattivi. Nonostante spesso e volentieri tanti angeli si affaccino dal cielo dando il loro aiuto... non sempre tutto va come deve andare. Queste persone comunicano con Carlo tramite lettere, e si danno tanto da fare per tirarlo su di morale. Tra le cose che fanno, gli mandano dei giornali dove si parla di lui. I sentimenti cattivi trasformatisi in persone cosa fanno? Adducendo come scusa le regole della casa speciale, gli sequestrano solo ed esclusivamente i giornali che parlano di lui.... (continua)

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giovedì 20 novembre 2008

Ve lo dico a cuore aperto


Originariamente scritto nel mio profilo Facebook. Nelle immagini l'ultima lettera di Carlo. E poi ditemi se ho torto.

Spesso dimentichiamo che dietro alle carceri, c'è un mondo che nasce, cresce e muore parallelamente al nostro. Anche io lo ignoravo, o facevo finta di dimenticarmene prima di conoscere Carlo. Spesso è dannatamente più comodo far finta di niente. Grazie a lui ho imparato che non è giusto un atteggiamento del genere. In questa mio sforzo per aiutarlo, parte della mia famiglia è con me, conosce Katia, vuole loro bene. L'altra, non so per quale motivo, se ne strafrega altamente. Forse perché han paura di ciò che non conoscono.. non so. Son solo che non gliene è importato nulla nemmeno quando ho pubblicato il pezzo sul Community Alliance(mensile di Fresno, California) e su La Padania.

Ieri mi è arrivato un bustone da parte di Carlo, contenente il giornale con l'originale del mio articolo, una lettera, ed il biglietto di auguri che un gruppo di inmates gli ha regalato per il suo compleanno lo scorso 1 novembre.Ora vi chiederete voi cosa centra questo con l'apertura di questo mio scritto. E' presto detto. Noi molto spesso ignoriamo che colpevoli od innocenti che siano i detenuti rimangono prima di tutto persone.

E' stato spettacolare leggere tutti i pensieri che questi detenuti avevano scritto a Carlo. Tra di loro c'è chi lo conosce ormai bene, e chi lo conosce poco, ma nonostante questo è straordinaria la sensazione di affetto che ne scaturisce fuori. Questo biglietto (che potete visionare a questo link: http://blog.libero.it/carlofree/5929286.html ) mi da anche la maniera di raccontarvi come giorno dopo giorno mi rendo conto che nonostante i suoi naturali difetti, Carlo sia una persona veramente speciale.

Per farvelo capire dovete mentalmente riallacciarvi alla parte della mia famiglia che non è minimamente interessata a ciò che faccio. Tenetevela bene a mente perché il contrasto che ne esce fuori è pazzesco. Bene, ora pensate ad una persona da 5 anni ingiustamente detenuta, vessata, e con un budget di vita estremamente limitato. Una persona che sapendo di farmi piacere ha preso, imbustato e spedito in Italia un giornale di una 40ina di pagine, per darmi modo e darmi il piacere, la soddisfazione di incorniciare il mio primo "internazionale" (così l'ha chiamato). Spendendo l'equivalente di almeno 4 lettere. Senza stare a sentire le mie lamentele e rimproveri telefonici di settimane intere che gli intimavano di non fare il cretino e strappare solamente la pagina con l'articolo. Quando quegli 8 francobolli "1st class" che ha utilizzato, potevano essere utilizzati per altro. Ma non è solo questo che stride con l'ignoranza di quella parte di mia parentela.

La grande differenza è che nonostante quell'articolo parlasse di lui e che quindi potesse rappresentare qualcosa di positivo per lui, il primo commento successivo alla conferma di pubblicazione, ancor prima di visionarne la copia ufficiale, è stato di contentezza perché me lo avevano pubblicato, per come era scritto: "ed ora lo devi incorniciare, sei stata proprio brava" e così via. Contentezza per me e per quello che quel pezzo poteva rappresentare per me. Tutte quelle cose che minimo minimo ti aspetteresti anche dai tuoi parenti. Reazioni che da loro non vengono mai, e che invece da parte di Carlo arrivano sempre. Ieri ho avuto l'opportunità di sentirlo via telefono e quando gli ho detto che il bustone era arrivato, ha assunto il ruolo di "padre fiero della figlia" (da ridere, mi sembrava la stessa reazione di mio padre all'articolo!) che pianificava come e dove e con cosa incorniciarlo! "Così quando tra tanti anni quando lo farai vedere ai tuoi nipotini gli racconterai... " che non vi so esprimere se erano più belle le parole che diceva o il tono in cui le diceva. E mentre parlava ci pensavo a quegli idioti dei miei parenti.... pensando che è proprio vero che la famiglia non è dettata dal sangue che scorre ma dall'affetto che si prova.

La cosa che mi fa continuare a sorridere, e qui concludo perché mi son dilungata troppo, è che all'inizio voleva chiedere a Katia se me lo incorniciava lei, per farmi una sorpresa! Povera Katia, le sarebbe mancato solo questo!

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mercoledì 29 ottobre 2008

Thanking God, the first step is done

Community Alliance - November 2008- page 16- Fresno, Ca




"La Padania" del 29 Ottobre 2008 - Pagina 8 - Sez. Politica




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domenica 19 ottobre 2008

Well,



My biggest desire: see that woman suffering behind bars. For all her life. Is it too much? I don't think so.

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mercoledì 24 settembre 2008

Ci sono risate...

che ti aprono veramente il cuore quando le senti... sono senza prezzo per quanto son belle. Ed allora anche il sonno un po' scema nonostante l'ora tarda. E ti senti meglio, e senti che ciò che fai è giusto. Anche se prima non ne avevi dubbi, quando senti questo tipo di risate, seppur brevi, hai l'ennesima conferma che stai agendo per il meglio. Ed è una sensazione veramente bella. E che ti riempie l'animo.

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domenica 31 agosto 2008

Un anno...

Voglio buttar giù queste righe prima che la testa decida che non ha voglia di pensarci, prima che il criceto impazzito nel mio cervello mi risponda: "e che diamine, già stiamo tentando di finire di scrivere una lettera, non ti sembra un po' troppo?".Prima che mi passi la velleità, soprattutto in virtù della serata di ieri, di scrivere ciò che sento.

Ieri... non è stata una serata facile. Ho parlato molto al telefono con Carlo, e bisogna ammetterlo, non era in uno dei suoi momenti migliori. Niente a che vedere con i due giorni scorsi, nei quali, alle 11 di sera, sembrava di parlare con un qualsiasi amico che aveva appena staccato dal lavoro ed aveva voglia di farti sentire che esisteva ancora e potevi contare su di lui.

Ieri era molto stanco e, cosa che puntualmente a me fa rispondere anche in maniera sgarbata, demotivato. Era sull'umore che io definirei: disperato andante. Ma come biasimarlo? Il problema è proprio quello. Cosa gli rispondi quando ti dice che la situazione intera lo sta facendo impazzire, che non si capisce perché questi maledetti giornalisti e politici non agiscono come dovrebbero? Come cazzo si fa a dargli torto? Ed infatti gli do ragione. Ma mi incavolo quando si deprime. Mi incavolo perché rischia di lasciarsi andare e smettere di combattere, e questa è una cosa che secondo me non va fatta perché rischia di fottersi da solo. E quindi parte la discussione, come sempre. Che onestamente io preferisco al sentirlo depresso e in silenzio perché odia dannatamente farsi sentire lacrimoso.

Ma di base c'è che ha ragione. In quasi tutti i suoi sfoghi, in parte e mi duole dirlo, ma non mi ci dilungherò affatto, anche per ciò che concerne qualche atteggiamento di qualcuno nel dire e non fare o nel non farlo nella maniera adeguata. Che poi magari, per quanto glielo concede la situazione "sbrocca" e si sfoga e poi lo scemo ti chiede pure scusa. E' una cosa che a me fa molta tenerezza, perché son cosciente anche quando discutiamo al telefono che non ce l'ha con me. Ed è spettacolare questa necessità che sente di scusarsi. Che essenzialmente è poi legata, dopo tutto quello che ha passato, alla paura di perdere le persone che gli sono vicine.

Come dicevo, ad ogni modo, ieri non è stata una serata facile. Perché tipi di conversazione di questo tipo poi ti lasciano un po' il segno. E quindi, quello che nella mia mente, nei giorni scorsi era stato pianificato come un post gioioso per la giornata di oggi, ha assunto sempre di più toni malinconici.

Come dicevo nel titolo è un anno. E' esattamente un anno da quando il 31 agosto 2007, girando tra alcuni blog dopo aver lavorato ho scoperto la storia di Carlo. Io spesso rifletto sul fatto che tutto sia nato da una scelta estemporanea ed assolutamente casuale. Onestamente faccio fatica anche a ricordare su quale blog ho letto di Carlo Parlanti la prima volta. Mi ricordo che ero partita dal blog di Debo per arrivare... non so dove. Rimasi colpita però dalle parole di questa ragazza, che raccontava di non aver potuto fare altro che pensare a lui tutta la sera ed a tutto il dolore che poteva provare.

Ora chi mi conosce lo sa, la curiosità spesso fa di secondo nome Valentina, se ci si aggiunge poi lo spirito giornalistico.... e quindi mi son subito tuffata su Big G per vedere chi Carlo Parlanti fosse. E mi son trovata sul sito tenuto da Katia. Me lo son spulciato tutto, ho trovato sulla rete tantissimi blog e siti che parlavano di lui e l'ho letti tutti di un fiato.. perché volevo capirci di più, volevo vederci chiaro.

E man mano che il quadro emergeva, appariva palese che a quest'uomo, porcate erano state fatte. Al contrario di come faccio solitamente, decisi di lasciar segno del mio passaggio con una email. Alla quale rispose Katia. E da lì si può dire, nacque tutto. Il supporto di Chit fu ciò di cui avevo bisogno per capire meglio la situazione nei primi tempi. Katia si dimostrò, va detto, subito pronta a fugare qualsiasi dubbio. Non a parole ma con documentazione.

Dirvi che non ho avuto qualche dubbio nel primo mese, sarebbe una bugia. Tante cose sembravano così assurde da comprendere... ma poi, come disse un saggio: Verba volant, scripta manent. E i dubbi si dissiparono. Mi sembra che iniziai a scrivere a Carlo direttamente intorno alla metà di settembre.All'inizio non sapevo proprio cosa scrivergli... mi sembrava assurda anche qualsiasi frase di comprensione. Ma lui, che per certi versi ha un caratteraccio, ma che per altri è un autentico angelo, ha risposto spiegando alcune cose, comprendendone altre...

Feci in tempo a scrivergli una lettera prima che, nonostante i documenti presentati, fosse spostato a ventura per la risentenza. In due-tre giorni, con Katia Mara e le altre riuscimmo a trovare un avvocato per la stessa., la quale venne rimandata, per svariati motivi (uno più falso dell'altro a mio parere) fino al 10 dicembre. Fu proprio in quei giorni che iniziò il calvario di Carlo. Smuovemmo le acque in maniera abbastanza sentita tra le "autorità" di contea per scoprire che fine avesse fatto Carlo, sballottato per due mese tra county jail, ospedale, e Wasco, in un momento senza che neanche lo stato italiano sapesse la sua locazione. Un periodaccio, nel quale non gli era possibile comunicare se non per lettera: soprattutto per ciò che concerne l'ospedale bisogna ringraziare il buon cuore di alcune persone.

Sedici giorni incatenato al letto nell'ospedale di Bakersfield, sottoposto ad esami pressoché inutili visti i risultati, in condizioni che non auguro al mio peggior nemico. Non gli hanno concesso di farsi la barba per più di un mese, e nemmeno di tagliarsi le unghie. A Wasco ha dovuto continuare a limarsele sfregandole contro il muro. I primi 3 giorni a Wasco è stato tenuto con la tuta di carta con la quale aveva lasciato l'ospedale, ed è rimasto scalzo per 5. Fino a che il consolato non è riuscito ad andare a trovarlo. Anche qui, la bontà di un suo compagno di cella ha fatto in modo che non fosse proprio allo sbaraglio.

E poi dopo tanti rinvii senza motivo e che apparivano essere solo un tentativo di sfiancarlo prima della risentenza, il trasferimento ad Avenal, come il giudice, un grandissimo stronzo, aveva sancito dovesse essere ai primi di ottobre.

Lo stesso giudice che nonostante la legge ha potuto, per via di un codice penale del cazzo, confermare a Carlo la pena.

E poi la nascita di Prigionieri del Silenzio, la ricerca in determinati momenti disperata di nuove soluzioni, perché è assurdo che tutti preferiscano stare fermi. Cazzo, è un innocente e ci sono le prove! E poi lo sciopero della fame, le prime cure mediche, ma anche l'inizio delle discriminazioni, pesanti, da parte di quelle tre peripatetiche infami, e le discussioni continue con l'Ombusdman che prima ti risponde a cavolo, poi quando capisce che son loro che sbagliano tenta di darti suggerimenti sottobanco.

E poi l'ingresso dell'ICAA che con il suo staff ha studiato il caso ed a breve darà i suoi risultati... insomma di cose ce ne sono tante... anche se ancora nessuna è stata risolutiva purtroppo... nonostante tutto sia palese a tutti.

A livello emotivo per me ha significato conoscere un sacco di nuove persone, alcune delle quali sono diventate veramente importanti. E' significato dormire molto meno, e allenare in maniera quasi incredibile il mio inglese che ha fatto passi da gigante. E' stato confrontarsi con realtà diverse, e situazioni diverse.

Tutto ciò ha rappresentato una fonte di arricchimento spirituale immenso. Chi non è mai venuto in contatto con un dolore come quello di Carlo o chi non ci è voluto entrare in contatto, non potrà mai capire quanto è fortunato ad avere quello che ha. Questa è una cosa sulla quale per me non ci piove.

E poi, per quanto riguarda lui, di difetti ne ha.. è un rompipalle di prima categoria :)
ma è l'esatto contrario di quella brutta persona che la sua "presunta vittima" dipinge. E' sconvolgente quanto sia buono. Una bontà che ha fatto in modo che gliela mettessero veramente in quel posto e nel peggiore dei modi, dato dove si trova ora.
Talvolta è saccente.... ma io sono peggio :D

Ma è anche una persona che è in grado di starti a sentire e si preoccupa già solo se sente la tua voce che si abbassa un poco perché hai sonno, o sei stanco, o hai un raffreddore. E' una persona che ti dice " se hai bisogno del mio aiuto, di parlare con me, dillo, che la maniera si trova", come avevo spiegato in un mio precedente post, ma è anche una persona, come è successo ieri, che nonostante la sua grande ed innegabile dignità, ha bisogno di aiuto. Tanto aiuto. E quello che mi piacerebbe comprendessero le persone che gravitano intorno a questa storia è che un aiuto, se vuole rimanere estemporaneo può farlo assolutamente, ma che se si categorizza da solo come presente e fisso, tale deve rimanere, perchè l'ultima cosa della quale ha bisogno questo ragazzo è che qualcun altro lo prenda per il culo come tanta gente ho paura abbia fatto in passato.

Perchè quelle che per noi sono stronzate e non ci cambiano la vita, per lui rappresentano delusioni ed anche ore ed ore passate a riflettere ed a starci male.

Ad ogni modo, prima che questo post diventi un enciclopedia, mi fermo qui.

Avrei da parlarne per ore,mi conosco. Ma il mio criceto pazzo nella testa, mi ricorda giustamente che devo finire di scrivere una lettera, che ho iniziato stanotte e che ho promesso sarebbe partita lunedì. E tante considerazioni preferisco lasciarle in essa. Come è giusto che sia, perché tante cose, tante sfumature spesso possono essere comprese solo da chi le vive tali situazioni. Lascio quindi il resto delle mie considerazioni per la lettera che sto scrivendo a Carlo, per fargli capire che un anno di conoscenza, per quanto sfiancante, dispensatore di insonnia, di paturnie e simili, è anche una delle soddisfazioni più grandi della mia vita.

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sabato 16 agosto 2008

Carlo Parlanti: parla Michele, il fratello



E' un video, come sempre montato con foto di Carlo, contenente la testimonianza del fratello minore, Michele.

Belle parole, ben tenute, nonostante tutto. Ed oltre a foto di Carlo "inedite" se così si può dire, una vera chicca tirata fuori da Katia (che Dio ce la preservi così): un breve video di Michele e Carlo, ripreso da lei con il cellulare, quando tutti e tre abitavano a Napoli.

Ogni volta che monto un video su Carlo, è normale, sale il groppo in gola. Ma se possibile, quei pochi fotogrammi in movimento in formato .avi, hanno reso ancora più reale Carlo.

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lunedì 26 maggio 2008

ve la dico come me la sento, a cuore aperto

Bella questa foto, vero? Me l'ha mandata qualche giorno fa Katia mentre le preparava per mandarle a "Visto" (mi raccomando compratelo questa settimana!!!). E' una foto del 1996, quando Carlo si era appena trasferito in America e Katia era andato a trovarlo. Erano in uno di quei ristoranti-tavole calde tipiche dei film americani e Carlo stava dicendo a Katia che la Cheesecake era l'unica torta mangiabile. Io adoro questa foto, adoro le foto in cui Carlo sorride... perchè non l'ho mai visto farlo, perchè anche quella risata di cuore che raramente gli esce fuori al telefono è sempre velata di tristezza. 1996, io stavo per affrontare il liceo.. dodici anni fa. Una vita. E pure Carlo e Katia erano piccoletti :) alla soglia dei trent'anni, con i loro sogni e le loro aspettative.

Oggi è una giornata un po' smorta. Perchè negarlo? Sono stanca, il nuovo tipo di lavoro che ho iniziato per Bergamo è molto stancante. Ho sonno: Montecatini si avvicina ed incomincio ad avere il terrore che qualcosa non possa andare nel modo giusto. E poi la testa mi martella rabbiosa.. non capisco come si possa rimanere indifferenti davanti a quello che Carlo sta passando. Insomma, sarò logorroica, ma sti gran cazzi, il blog è mio, se non vi piace c'è la X in alto a destra, la cliccate e uscite. Insomma, ho appena inviato l'ennesima email all'Ombudsman, chiedendo perchè la legge non è uguale per tutti. Perchè solo Carlo viene preso di mira, perchè gli altri fanno quello che gli pare, perchè quelle tre troie si inventano le cose e la passano liscia? Ma porcaccia di quella maiala infame, ma come è possibile? Quando ho questi momenti, non me ne frega una mazza, divento volgare peggio di uno scaricatore di porto.. ma è impossibile per me non essere altrimenti, perchè ho la frustrazione a mille. Anche se penso di fare tutto il possibile per aiutarlo, per aiutare Katia, questa è una sensazione che mi rimane, perchè le cose... cambiano molto lentamente, ed un innocente continua a marcire a novemila chilometri da qui e l'unica preoccupazione di determinate persone è quella di non "irrigidire" le autorità di Sacramento. Ma vaffanculo!

Ma come si fa a scambiare la vita di un uomo con della burocrazia? Io non mi ci raccapezzo. Quando mi prendono questi momenti così sento una rabbia così violenta che se mi mettessero quelle tre davanti e mi dicessero. "Ok, ti diamo un arma puoi ucciderle se vuoi".. beh liberi di credermi o no, non ci penserei nemmeno due volte e tirerei il grilletto. Perchè non sono delle donne, sono delle bestie infami che godono del dolore altrui. Da un certo punto mi fanno pena, perchè sprecano parte della loro vita a colmarsi di sentimenti d'odio e approfittando della loro posizione.. dall'altra se domani sparissero dalla faccia della terra, probabilmente farei il balletto celebratorio di "Billy the Kid" come Billy Cristal in "Scappo dalla città: la vita, l'amore, le vacche 2". E lo fare sulle loro tombe senza il minimo rimorso.

Una mia cara amica del liceo mi ha scritto questa mattina una email dicendomi che ammira l'impegno che metto nell'aiutare Carlo. Ciò che a molti forse non è chiaro sono basilarmente due cose: la prima è che Carlo è INNOCENTE, la seconda è che attraverso ogni minima azione che io compio per aiutare lui, aiuto me stessa, trasformandomi sempre di più in una persona migliore. E' questo che indirettamente, da settembre, Carlo e Katia fanno: tirano fuori il meglio di me. Quella parte che a prescindere da tutto e da tutti ha intenzione di aiutare un proprio simile. E non prendetemi per vaneggiatrice, ma oggi sto in fase di flusso di coscienza, voglio scrivere ciò che sento. Hanno i loro difetti come ognuno di noi, ma nonostante la situazione nella quale si trovano, hanno un cuore grande come la galassia nella quale viviamo. Ed è stupefacente ogni giorno di più scoprire i loro caratteri ed il loro modo di essere. Sono due persone dolcissime, e dannatamente generose. Sono due persone che ammiro per la loro forza, che nonostante abbiamo dei casini enormi, sono capaci di preoccuparsi già solo se mi sentono la voce stanca. Sono due persone forti e piene di dignità.

E per quanto schizzato possa sembrare, incomincio a pensare anche io che in qualche modo doveva essere destino che li conoscessi. E come loro tutte le altre, la Dani, Mara, Elisa. Siamo tanti piccoli tasselli sparsi per il mondo che ad un certo punto si sono "incastrati" a vicenda come in un pazzesco puzzle. Per fare qualcosa di buono, per migliorarci... forse semplicemente per farci forza nei casini della vita. Chi lo sa? Però ci vogliamo bene, e tentiamo di lottare disperatamente affinchè tutto vada come riteniamo giusto ed opportuno. In momenti come oggi, ci vorrebbe una bacchetta magica in grado di rinchiudere Carlo in una bolla di sapone gigantesca e farlo uscire da quell'inferno in terra che è Avenal, per riportarlo qui, finalmente libero. Perchè io trovo dilaniante, e mi chiedo come faccia Katia a resistere, sentire la voce di Carlo velata dal pianto (perchè inutile raccontare cazzate, ormai i suoi stati d'animo abbiamo imparato a captarli), e stanchissima, che racconta che per evitare di indispettire quelle gran bastarde, se ne starà tutto il giorno nel suo loculetto. Ma perchè se le prove della sua innocenza sono così palesi? Io a questo non riesco a rassegnarmi..

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martedì 6 maggio 2008

A letter from Carlo






Today I received a letter from Carlo. He was sweet as usual, writing me about some stupid things I wrote to him in my last letter and writing me about dreams. Every time I received a letter from Carlo, in every words He said, I see only gentleness, and pain. Yesterday I also talked with him by telephone. It's always a pleasure, because, despite all He's suffering, (Remeber, He's an innocent man unfairly convicted), He is always able to take care of you. Also when upset for something, Carlo is able to comfort you with all his affection. He don't think about his pain, He try to heal yours. He's a very special person and I'm glad to know him. Really glad.

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Una lunga assenza, dovuta ad una operazione di urgenza subita da mia madre. Un gran brutto spavento, ma per fortuna le cose si stanno sistemando.

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martedì 15 aprile 2008

So happy!


















I'm very happy this evening. I'm very tired, but really happy, too. Carlo's situation is improving a litttle. It' s not much, but it's something. I don't want to say anything now, but I'm really happy for him! :) And I always thank God when He gives me the chance to hear him happy. It's such a beautiful thing that sometimes I would cry for the happiness! :)

Maybe God is starting think of him, finally. Hoping We're able to have him soon in Italy and that woman behind bars for all the evil She had done and is doing to Carlo and people who loves him.

I think that if God is really good and fair, soon or later, She will pay for all the evil She has done.

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giovedì 3 aprile 2008

The hunger strike of Carlo Parlanti

It's actually the 5th day of hunger strike of Carlo Parlanti. His soul is still strong and bright, but now, the illness linked to the hunger strike, united to his general physical conditions, are leaving their marks on his tired body.

He's strong and sweet as usual, but He's also very tired. He doesn't undestrand the silence from our insititutions. He doesn't understand why, despite all the evidences of his innocence, nothing has chanced in the last months.

He's right with himself. He thinks that his hunger strike is necessary. But obviously, We are very worried for is life.

I wonder what is doing the bitch who created all this shit. There will be a day in which Carlo will have finally justice. And that day We'll laugh a lot, cause She'll be in prison.

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lunedì 31 marzo 2008

Carlo Parlanti inizia lo sciopero della fame



All'attenzione delle Autorità Italiane

Ieri sera Carlo Parlanti ha iniziato lo sciopero della fame. Nonostante le sue precarie condizioni di salute. Un gesto disperato, per farsi sentire. L'ultima iniziativa, perché tale si rivelerà, se portata avanti ad oltranza e senza nessuna concreta risposta da parte vostra.

Questa lettera aperta è indirizzata alle autorità Consolari, al Ministero degli Esteri, al Ministero di Giustizia, ad ogni autorità italiana di Polizia, da parte di noi, amici di Carlo, persone che gli vogliono bene e che non possono vederlo morire giorno dopo giorno solo per farsi sentire ed ottenere ciò che gli spetta di diritto: l'essere tutelato dal proprio Stato.

Qui si parla della vita di un uomo innocente. Le prove dell'innocenza sono visibili a tutti, sono online sul sito http://www.carloparlanti.it/volantino.htm, sono nei dossier composti dal Ministero di Giustizia e della Farnesina sul caso, sono in mano alle maggiori associazioni di diritti umani. Prove inappellabili, che dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che nel dicembre del 2005 è stato condannato un uomo innocente per un crimine mai commesso. Il tempo del tergiversare deve finire. Si parla della vita di un uomo. E' questa la maniera nel quale lo Stato Italiano tutela i suoi cittadini? Lasciandoli morire giorno dopo giorno in un paese straniero con la scusa di non "dovere irrigidire" i rapporti con lo stesso, anche quando vi sono palesi dimostrazioni che quest'ultimo ha sbagliato? Con quale coraggio voi, nostri rappresentanti riuscite a dormire la notte sapendo di non avere fatto abbastanza per tutelarlo? Noi vi eleggiamo a nostri portavoce, ci affidiamo completamente a voi e tutto ciò che otteniamo è un paese che va alla rovina ed il calpestamento dei nostri diritti basilari.

C'è un uomo, rinchiuso nel carcere di Avenal. Non è un animale, è una persona come noi e come voi. E' innocente. E troppe volte abbiamo visto lo Stato Italiano correre a tutelare i colpevoli, facendoli uscire di prigione e sostenendoli economicamente. Perché Carlo Parlanti, da innocente, deve morire abbandonato da tutti?

Qui lanciamo un appello anche ai politici che hanno speso parole, e soldi per aiutare Carlo. On. Guidoni, On. Zacchera, On. Bucchino, On. Romagnoli, Sen. Cutrufo, e tutti gli altri che negli anni hanno palesato interesse per la vicenda di Carlo: dateci una mano voi, aiutateci in qualche modo. E' una persona innocente quella che si trova dentro al carcere di Avenal. Una persona disperata ma piena di dignità, che preferisce lasciarsi morire piano piano piuttosto che diventare schiavo di un sistema corrotto che lo ha punito per un crimine che non ha mai commesso. "Se mi rendono schiavo, dopo avermi rinchiuso, picchiato, incatenato ad un letto, perdo l'unica ragione di vita che mi è rimasta". Sono sue parole, mentre si tentava, senza successo di dissuaderlo dal compiere simili passi. Ma come dargli torto se continua ad essere rinchiuso, se nessuno dei nostri governanti tiene conto del fatto che è innocente e che le prove della sua innocenza siano chiare e visibili a tutti?

Perché questo silenzio? Perché questa paura di dire: "Si, la Contea di Ventura in California ha sbagliato"? Perché tacere e far finta che il Parlanti non esista, che la sua sofferenza non esista, che le prove della sua innocenza non esistono? Perché questo rendersi complici di un reato? Del lento omicidio di quest'uomo? Noi non possiamo, ma soprattutto non vogliamo stare zitti. Non vogliamo essere complici dell'omicidio di Carlo. Perché è di questo che si tratta. L'Italia è stata in prima linea per ciò che riguarda la pena di morte. Ma predica bene e razzola male, se condanna ad una morte certa un suo cittadino, la cui unica richiesta è quella dell'essere tutelato dal proprio paese.

Non si parla di Sacco e Vanzetti. Non si parla di un mafioso, di un pluriomicida, di un attentatore. Si parla di un uomo innocente. Della vittima di un sistema sbagliato. Di un sistema malato.

Nostri governanti rispondeteci: vi paghiamo profumatamente per tutelarci? Ed allora perché non lo fate? Perché lasciate morire lentamente il Parlanti senza muovere un dito quando a qualsiasi livello istituzionale siete coscienti della sua innocenza e ne avete in mano le prove? Speriamo con tutto il cuore abbiate la coscienza di risponderci non a parole ma a fatti. La sig.ra Katia Anedda, compagna di Carlo Parlanti è attualmente negli Usa. Sta incontrando un ostruzionismo clamoroso solo per effettuare una conferenza stampa. Inutile spiegare le difficoltà che sta incontrando per ottenere colloqui con le autorità. Imperterrita continua a combattere sola. Dove sono i Consolati? Quale il loro ruolo? Come stanno tutelando i diritti di Carlo Palanti?

La nostra speranza è che a questa lettera segua una mossa concreta. Noi non ci fermeremo qui. Continueremo a parlare, a raccontare di Carlo, a raccontare alla gente che non è il bastardo stupratore per il quale è stato fatto passare, ma un dolce e sensibile innocente che sta pian piano morendo nell'indifferenza del suo stato, dei suoi media e delle autorità tutte. E se la sua morte dovesse mai verificarsi, la vostra indifferenza farà il paio con la vostra scarna coscienza. Continueremo a denunciare comunque, dovunque, in qualsiasi lingua, i reati commessi contro di lui.

Non siamo certi di un riscontro da parte delle nostre autorità, troppo perse a farsi guerra elettorale, ma lo auspichiamo: secco, breve, deciso.

Valentina Cervelli e Mara Marino

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giovedì 27 marzo 2008

Carlo Parlanti come Sacco e Vanzetti? No grazie!!!

http://wordwaymike.blogspot.com/2008/01/greg-totten-ventura-county-district.html

chi conosce l'inglese legga anche il link qui sopra. Il destinatario di tale missiva e' la stessa persona che ha voluto l'arresto di Carlo sulla base del niente.

(chiunque passi di qui è invitato ad inserire questo comunicato nel proprio blog)

Sono stati giorni di febbrile attività per Katia questi trascorsi in California, pieni di trepidante attesa e di speranza; le è stata fatta intravedere la concreta possibilità di organizzare una conferenza stampa in cui Lei, con l’appoggio di un’Associazione statunitense e con il supporto del Consolato italiano a San Francisco, avrebbe potuto parlare in qualità di Presidente dell’Associazione “Prigionieri del Silenzio” sia dell’associazione stessa e degli obiettivi che questa si prefigge, sia del caso di Carlo Parlanti, compagno nella vita di Katia ma che rappresenta la vicenda più controversa curata dall’Associazione.

Una conferenza negli Usa sarebbe stata la vera occasione di vita per Carlo Parlanti… Il momento per dimostrare in maniera pubblica la non attendibilità delle prove attraverso cui Carlo Parlanti è stato condannato.

In una situazione in cui persino l’Attorney general ha rifiutato un incontro con Katia Anedda, un dibattimento pubblico in cui, senza inequivocabili dubbi, si potessero mostrare foto false, avrebbe condotto anche al rapporto investigativo e da ciò, naturalmente si sarebbe potuti arrivare a due conseguenze diverse. Se l’attenzione posta alle foto durante la conferenza avesse fatto emergere una situazione di falsità delle foto, così come attestato da investigazioni,le procure italiana ed Usa avrebbero dovuto intervenire per la tutela di un individuo ingiustamente detenuto e la conseguente messa in stato di accusa di chi ha dichiarato il falso; in caso contrario, le stesse procure avrebbero dovuto intervenire per confermare la condanna del Parlanti oltre che mettere in stato di accusa la stessa signora Anedda e l’investigatore da loro assunto.

Oggi la doccia fredda. Un funzionario del Consolato, non ci è dato conoscerne il nome, ha sconsigliato caldamente Katia dall’organizzare la conferenza stampa. Motivo? La procura di Ventura si potrebbe irrigidire e il caso di Carlo Parlanti potrebbe diventare il nuovo caso Sacco-Vanzetti.

Credo si possa parlare a ben ragione di pressione psicologica. Katia è distrutta, non solo la delusione di vedere svanito il sogno su cui conta da ben 4 anni, ma anche il peso di un fardello inumano: la responsabilità di quanto potrebbe succedere a Carlo e alla sua persona.

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mercoledì 26 marzo 2008

Pensieri e Parole...



(mi piace questa foto dove Katia sorride... ora la inserisco sopra all'indirizzo per scrivere a Carlo)

Uhm... sono stata un po' latitante nel blog negli ultimi giorni. un po' per lavoro, un po' per la permanenza statunitense di Katia. Il tentare di collaborare con il fuso orario di mezzo.... è veramente stancante. Ecco qua una foto di Carlo, Katia e la gentile Belinda scattata in prigione ad Avenal lo scorso 21 Marzo. Ci sono tante cose che non comprendo degli americani. E mi manda in bestia che, facendo l'esempio più stupido delle foto, non consentano l'utilizzo delle macchinette, ma che siano loro a doverti vendere le foto con i tuoi cari. Fosse solo questo. Ogni volta che Carlo mi racconta qualche spaccato della vita che fa lì dentro, il primo istinto che mi viene è quello di urlare. Insomma, per quanto Carlo sia un caso a parte perchè innocente, rimane il fatto che un detenuto, per quanto stronzo sia stato, qualsiasi sia stato il suo reato, deve poter vivere dignitosamente. Lavorando, spaccandosi la schiena, tutto quello che volete, ma i diritti basilari dell'essere umano vanno salvaguardati. E' lo stesso discorso che applico per il concetto di pena capitale. Se lo ammazzi, che possibilità ha di capire il proprio errore?. Lo so, più che una semplice domanda è un dilemma, sono troppi i fattori da dover prendere in considerazione ed io stessa in casi di reati come la pedofilia ho i miei dubbi. Ma mettiamo caso ti trovi davanti ad uno che è stato incastrato?

Guardate Carlo, non c'è nessuna prova che suffraghi l'accusa per la quale è stato condannato, vi sono una marea di elementi che lo scagionano, eppure siamo legati lì ad attendere di riuscire a racimolare la somma necessaria per l'avvocato. Il crimine del quale è accusato è orrendo. E per ciò che riguarda il suo trattamento carcerario, per quanto lui non se ne lamenti più di tanto, io ci scommetto la testa (e non la perdo) che molti dei casini nei quali occorre, dipendando strettamente dalla sua condanna. Che poi lui sia una persona d'oro in grado di trarre il meglio da tutto, beh è un altro discorso. Io provo una ammirzione sconfinata per il suo carattere. Ha una capacità di "adattamento" che supera secondo me l'umano concepibile. Io sono una persona paziente, seria, calma, che le cattiverie se le fa scivolare addosso, ma non so quanto reggerei al suo posto. Ed invece lui ha questa forza interiore straordinaria.... quasi inconcepibile.

Spesso con Katia, con Carlo Mara e Dani ci soffermiamo a pensare che se noi, così distanti per luoghi ed interessi, ci siamo "trovati", sicuramente vi è un motivo ben preciso.

Vi cito un estratto della lettera di carlo, scritta il 21 Marzo ed arrivatami oggi

"Il secondo (punto di una delle mie lettere del quale voleva parlare) è relativo alla "missione" :) (che sarebbe aiutare i prigionieri nelle sue stesse condizioni, colpevoli od innocenti che siano, attraverso Prigionieri del Silenzio"). Come ho detto a Katia, vorrei che qualcuno dicesse a Nostro Signore che la prossima volta che vuole che io faccia qualcosa, può tranquillamente mandarmi una e-mail, non c'è bisogno di tutto questo casino!!"

Ora, letta così a voi non farà sicuramente ridere. A me, che l'ho letta, immaginadomela detta da lui, ha fatto letteralmente venire le lacrime agli occhi dalle risate. Perchè spiega quella che è l'essenza di Carlo. Una persona come tante altre, con i suoi difetti ovviamente, ma anche con i suoi pregi. Con una forza d'animo bestiale. Che ringraziando il cielo nessuna fottuta persona è riuscita a togliergli. Io voglio che teniate bene a mente tutti una cosa quando leggete i post che io scrivo su Carlo: Io prima di settembre non sapevo neanche chi fosse. Ho sempre fatto la guerra a gente accusata del suo stesso reato e la faccio tuttora. Ma lui è innocente. Vi sono prove che lo dimostrano. Le stesse che mi hanno portato a tale considerazione e che mi spingono a lottare ogni giorno per lui, insieme a lui e Katia. Per me ciò che sta subendo, è un ABOMINIO. Perchè ci sono migliaia di colpevoli fuori, e lui innocente, è dentro, trattato a cazzo di cane (scusate il francesismo), sta male e non viene curato, e il massimo del conforto che può avere sono telefonate che deve razionare perchè a chi le riceve costano un occhio della testa, e delle lettere, per le quali, per comprarne i francobolli e le buste necessarie, ha dovuto rinunciare a del cibo che, con quella schifezza che gli passano lì, priva di qualsiasi voglia vitamina, era importante che avesse.

Insomma, io vorrei che ricordaste tutto questo ogni qualvolta vi fermate a leggere un mio post su Carlo.

Per il resto le cose potrebbero andare meglio a casa, ma non mi lamento, sarà quel che Dio vorrà.

(Si nota che non amo parlare dei casini? ) :D

Ne approfitto quindi per cogliere al balzo l'invito del caro Chit, e stilare la lista dei 10blog ( ma ci arriverò a 10?) "Make My day", che mi fanno uscire serena da loro quando li visito.

Chit: metto lui per primo per un semplice motivo: oltre che essere una persona stupenda è stata la persona che per prima mi ha traghettato nel mondo di Carlo. Ed è stata una circostanza che ha letteralmente cambiato la mia vita ed il modo di vedere molte cose.

Mara: è insieme ad un altra donna la fondatrice del blog di Carlo su libero, nostro quartier generale, ma soprattutto una donna con le palle alla quale voglio bene

Elisa: è una ragazza dolcissima, scrive delle poesie stupende e fa parte delle persone stupende che ho conosciuto grazie alla storia di Carlo

Gabbonet: è la mia tana.. che altro dire?

Djdebo: è il blog di mio fratello ( perchè tali ci consideriamo)

Defensive: adoro i suoi post... li adoro così tanto che li leggo praticamente da quando il suo blog è nato. sarà perchè è un po' schzzato.. che ne so, ma spesso e volentieri esco dal suo blog con un sorriso stampato sulla faccia

Spetteguless: prendetemi in giro, ma trovo spettacolari i post del doc. Apo. Che non riguardano solo bei ragazzi e celebrità

River: stesso discorso per questo giornalista che affronta giornalmente tanti diversi argomenti. dai più seri ai più frivoli

e per gli ultimi due... non saprei, diciamo che al momento facciamo la carta jolly. Che poi, alcuni di quelli sopra elencati dovrei ricordarmi di inserirli nei link. Sono così abituata a visitarli inserendo direttamente l'indirizzo che non ci ho mai pensato....

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martedì 18 marzo 2008

Dolore


Ieri è stata una brutta giornata. Avevo le mestruazioni e mi sentivo malissimo. Ed ero triste, tristissima. Non per la Zia, che fortunatamente contro ogni previsione ha superato l'intervento di angioplastica, ma perchè mi sentivo dannatemente frustrata dopo aver sentito Carlo. Io, per quanto alla gente potrà sembrare scema come cosa, a questo tizio che ora sta rinchiuso in america (volutamente minuscolo) ed alla sua compagna, ho imparato a volere un bene dell'anima, e come loro sono preoccupati quando io sto male, io altrettanto mi preoccupo per loro.

Ieri quando l'ho sentito, beh Carlo stava malissimo. E quando uso tale agettivo, esso stesso è solo un eufemismo. Tagliando corto, senza sciorinare l'intera conversazione, che è durata praticamente mezzora, mi veniva da piangere e strillare contemporaneamente mentre parlavamo, ma ovviamente tentavo di non far trapelare questo stato d'animo. Non ci sono parole per descrivere la sofferenza che emanava dalle parole di Carlo ieri, che per quanto disperate erano decisamente meglio dei momenti di silenzio. Io posso solo dirvi che dopo aver attaccato ho provato una senzazione di magone cronico fino a stamattina, quando si è allentato un po' una volta che sono riuscita a piangere, probabilmente sarà una sensazione che mi accompagnerà fino a che non lo sentirò un pochino meglio. Dio mio, se avessi avuto davanti quella gran puttana che l'ha accusato, l'avrei fatta fuori con le mie mani, ma molto lentamente, facendola soffrire lentamente, facendo un taglietto e mettendoci del sale per ogni cosa atroce che Carlo ha dovuto subire in questi ultimi quattro anni. Forse alla maggior parte di voi sfugge che Carlo è stato condannato sulla base del nulla dopo un processo nel quale sono state presentate prove false, ( ed è dimostrabile). E questo lo sanno tutti, le autorità italiane, le autorità statunitensi. Tutti, ma maledetta politica Carlo sta ancora lì a marcire e disperarsi. Che c'è da ringraziare Dio del carattere che ha.

Io non sono tipo dalla lacrima facile, e chi mi conosce da un po' di tempo lo sa. Ma pensare a quello che lui passa la dentro, mi fa sempre un male cane. E poi ormai conoscendolo, la sensazione è dannatamente amplificata. Mi sento molto frustrata in alcuni momenti. Nonostante lo sbattimento per tirarlo fuori, si fanno due passi avanti e quattro indietro: è una continua lotta. Tornando indietro a settembre, rifarei da capo tutto quello che ho fatto finora. Penso che non mollerò mai fino a che non sarà nuovamente in Italia.

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martedì 29 gennaio 2008

oggi...

Voglio tornare a parlare di Carlo, a costo di rompere le scatole ai miei pochi ma fedeli lettori. Il garante dei detenuti del Lazio si è attivato per tentare di gestire la sua situazione. E' la prima volta che ho, forse grazie al fatto di aver conosciuto i componenti, che ho un po' di fiducia nelle istituzioni e nel loro operato.

Sarà che questi ultimi giorni per Carlo non sono stati il massimo, sarà che con l'intervento del garante nasce una nuova speranza di risoluzione di tutto condita dalle ovvie ansie che la accompagnano, ma sono giorni, mentre parlo con Katia, mentre tento di lavorare sul myspace e sul resto che ho in mente due foto che Katia mi ha mandato tempo fa dove Carlo sorride e si trova con amici. Ovviamente per postarla qui e non ledere la privacy di nessuno le ho tagliate ed ho tentato di oscurare gli occhi delle persone che non ho potuto tagliare.

Sono foto che mi sono rimaste impresse perchè, fino a quel momento di lui avevo solo l'immagine ovviamente triste delle foto in prigione. Queste foto mi hanno fatto in piccolo lo stesso effetto che mi ha fatto (in maniera più pesante) l'averci parlato: l'averlo reso di colpo una persona reale, una persona vicina.

E secondo me sono delle immagini fortissime messe a contrasto con le ultime foto della prigione. Sono uno dei tanti tasselli dell'ingiustizia che ha colpito quest'uomo. Uno degli effetti più evidenti. Chi mi conosce, nonostante io sia cinica, ma molto emotiva, sa che non mi esprimo mai sull'onda dell'emozione. Ma in casi come questi dove l'ingiustizia è palese e le prove dell'innocenza di quest'uomo così lampanti, io mi rendo conto... che il sentimento più forte che provo è la rabbia. Quando sento Katia triste, quando vengo a conoscenza dei continui dispetti che fanno a Carlo, quando penso che potrebbe avere un cancro al polmone e che la maggior parte delle persone e delle istituzioni se ne fottono allegramente... be la cosa mi manda letteralmente in bestia.

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