martedì 31 marzo 2009

a little reply



"So Valentina said". In Italian, subtitled in English.

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sabato 13 dicembre 2008

A new day has come?

Si ricomincia a lavorare seriamente, con una collaborazione nuovamente fissa dopo mesi di stasi e collaborazioni ballerine... non è un contratto, almeno per ora, ma è sempre una discreta soddisfazione, soprattutto perché lo stipendio è un po' più alto. Poi in quest'ultimo periodo sorrido spesso, il che non guasta mai. Ed è proprio vero, sorridere fa bene. :) Piccolo omaggio musicale.

Mauro Di Maggio- Non so.

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venerdì 5 dicembre 2008

When You just Smile (Nat King Cole docet)

Sono serena. In questo periodo, nonostante i vari casini, sono serena. Rido tanto, ascolto buona musica, mi faccio belle chiacchierate, e piano piano imparo dialetti diversi (ghghghghg :D, calabrese e sardo). Sto riassaporando come non mai il piacere delle piccole cose. Quelle stupidaggini microscopiche che però ti mettono il sorriso sul viso per ore. E lo scrivo per ricordarmene quando e se il periodo sarà di merda. Perché prima stavo bene, ma ora mi rendo conto che sto meglio, son più rilassata. Il lavoro non va stupendamente, ma meglio di prima e questo influisce. Ed ancora mi diverto a fare scemenze come non facevo da anni e questo influisce pure. Ieri stavo ascoltando, mentre mettevo a posto i file del computer una "lezione di russo" (per colui che parlava russo: ti avevo detto che l'avevo registrata... :D ) e son rimasta sconvolta dal sentirmi ridere... Ridevo veramente di cuore, ed era una risata così bella!! Penso sia tutto un cerchio concentrico: essere più rilassata mi porta ad essere più serena,ed essere più serena mi rende più rilassata. Ed ancora il rapporto che ho sviluppato con la prof... mi rende serena perchè mi son resa conto che è caduto quel tabù che per anni ho avuto sulle amicizie femminili. Penso sia inutile fare un elenco delle mie persone speciali, chi lo è sa di esserlo. Forse l'unico piccolo cruccio riguarda chi fa avanti ed indietro... ma fino ad un certo punto. Perchè quando sai chi hai davanti, sai anche come giostrare ciò che comporta.

Rileggendo... diamine, sembra dannatamente buonista questo post... e forse lo è davvero. Starò perdendo colpi? No, non penso. :)

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giovedì 20 novembre 2008

Ve lo dico a cuore aperto


Originariamente scritto nel mio profilo Facebook. Nelle immagini l'ultima lettera di Carlo. E poi ditemi se ho torto.

Spesso dimentichiamo che dietro alle carceri, c'è un mondo che nasce, cresce e muore parallelamente al nostro. Anche io lo ignoravo, o facevo finta di dimenticarmene prima di conoscere Carlo. Spesso è dannatamente più comodo far finta di niente. Grazie a lui ho imparato che non è giusto un atteggiamento del genere. In questa mio sforzo per aiutarlo, parte della mia famiglia è con me, conosce Katia, vuole loro bene. L'altra, non so per quale motivo, se ne strafrega altamente. Forse perché han paura di ciò che non conoscono.. non so. Son solo che non gliene è importato nulla nemmeno quando ho pubblicato il pezzo sul Community Alliance(mensile di Fresno, California) e su La Padania.

Ieri mi è arrivato un bustone da parte di Carlo, contenente il giornale con l'originale del mio articolo, una lettera, ed il biglietto di auguri che un gruppo di inmates gli ha regalato per il suo compleanno lo scorso 1 novembre.Ora vi chiederete voi cosa centra questo con l'apertura di questo mio scritto. E' presto detto. Noi molto spesso ignoriamo che colpevoli od innocenti che siano i detenuti rimangono prima di tutto persone.

E' stato spettacolare leggere tutti i pensieri che questi detenuti avevano scritto a Carlo. Tra di loro c'è chi lo conosce ormai bene, e chi lo conosce poco, ma nonostante questo è straordinaria la sensazione di affetto che ne scaturisce fuori. Questo biglietto (che potete visionare a questo link: http://blog.libero.it/carlofree/5929286.html ) mi da anche la maniera di raccontarvi come giorno dopo giorno mi rendo conto che nonostante i suoi naturali difetti, Carlo sia una persona veramente speciale.

Per farvelo capire dovete mentalmente riallacciarvi alla parte della mia famiglia che non è minimamente interessata a ciò che faccio. Tenetevela bene a mente perché il contrasto che ne esce fuori è pazzesco. Bene, ora pensate ad una persona da 5 anni ingiustamente detenuta, vessata, e con un budget di vita estremamente limitato. Una persona che sapendo di farmi piacere ha preso, imbustato e spedito in Italia un giornale di una 40ina di pagine, per darmi modo e darmi il piacere, la soddisfazione di incorniciare il mio primo "internazionale" (così l'ha chiamato). Spendendo l'equivalente di almeno 4 lettere. Senza stare a sentire le mie lamentele e rimproveri telefonici di settimane intere che gli intimavano di non fare il cretino e strappare solamente la pagina con l'articolo. Quando quegli 8 francobolli "1st class" che ha utilizzato, potevano essere utilizzati per altro. Ma non è solo questo che stride con l'ignoranza di quella parte di mia parentela.

La grande differenza è che nonostante quell'articolo parlasse di lui e che quindi potesse rappresentare qualcosa di positivo per lui, il primo commento successivo alla conferma di pubblicazione, ancor prima di visionarne la copia ufficiale, è stato di contentezza perché me lo avevano pubblicato, per come era scritto: "ed ora lo devi incorniciare, sei stata proprio brava" e così via. Contentezza per me e per quello che quel pezzo poteva rappresentare per me. Tutte quelle cose che minimo minimo ti aspetteresti anche dai tuoi parenti. Reazioni che da loro non vengono mai, e che invece da parte di Carlo arrivano sempre. Ieri ho avuto l'opportunità di sentirlo via telefono e quando gli ho detto che il bustone era arrivato, ha assunto il ruolo di "padre fiero della figlia" (da ridere, mi sembrava la stessa reazione di mio padre all'articolo!) che pianificava come e dove e con cosa incorniciarlo! "Così quando tra tanti anni quando lo farai vedere ai tuoi nipotini gli racconterai... " che non vi so esprimere se erano più belle le parole che diceva o il tono in cui le diceva. E mentre parlava ci pensavo a quegli idioti dei miei parenti.... pensando che è proprio vero che la famiglia non è dettata dal sangue che scorre ma dall'affetto che si prova.

La cosa che mi fa continuare a sorridere, e qui concludo perché mi son dilungata troppo, è che all'inizio voleva chiedere a Katia se me lo incorniciava lei, per farmi una sorpresa! Povera Katia, le sarebbe mancato solo questo!

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domenica 16 novembre 2008

Intermezzo

Parole che pensavi di non leggere più. Frasi che non pensavi di udire. "Somethimes they come back", diceva Stephen King. "For a while" aggiungo io. Ma in tutto questo è d'obbligo un ringraziamento con tutto il cuore a chi mi sta facendo ridere come non facevo da tempo. Grazie. Veramente di cuore.

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mercoledì 12 novembre 2008

una serata con Blogtv e varie ed eventuali....

Bella la foto di me e Manu vero?Inutile che vi dica quanto voglio bene a questo mio fratello! Inutile elencare tutte le preoccupazioni di questi ultimi giorni. Non è luogo ne tempo adatto. Ma posso trasformare questo piccolo post in una sorta di recensione di Blogtv . Un sito dai mille problemi, ma veramente in grado di farti fare delle sane risate di cuore anche quando veramente scazzati. Introdotta in questo girone pseudoinfernale da Andrea, che è attualmente anche la persona dotata di più pazienza in assoluto nello spiegarmene il funzionamento, devo dire che è un passatempo niente male, divertente e contemporaneamente istruttivo, dato che essendo composto da una moltitudine di persone di diversa nazionalità (veramente pochissimi italiani), la lingua principale di comunicazione è l'inglese. Diversi i canali che ho visionato. Devo dire che oltre quello di Andrea, che riconosco essere la mia base di cazzeggio blogtvvuiana, preferisco avere a che fare con canali di musica, o di conversazione interessante. Al momento sto passando una piacevole serata da Boothy, un "cantore" niente male che ha creato una sorta di "boothy and friends", nel quale può cantare lui e fa cantare chi vi è dentro. Nonostante reputi di cavarmela abbastanza bene con alcune canzoni, penso che prima di trovare il coraggio per rispondere affermativamente alla domanda: "vuoi cantare susan?" penso che passeranno settimane :D

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sabato 1 novembre 2008

Compleanno di Carlo. 44 anni. Ancora ad Avenal

Oggi è il compleanno di Carlo. Fa 44 anni. E' il 5° per lui sotto detenzione. Una detenzione ingiusta, ci tengo a sottolineare. Questa foto rappresenta il suo ultimo compleanno da libero. Compiva 39 anni. A me fa sempre uno strano effetto vedere quella foto. Mi lascia un magone indescrivibile. Perché sorride con gli amici (che mi piacerebbe sapere che fine hanno fatto). Perché era libero. Per tanti motivi. Lo scorso anno non lo conoscevo bene, anche se davo una mano a Katia dall'agosto precedente. E quando Katia mi diceva che era il primo anno che non passava con lui da quando era sotto detenzione mi sentivo dì dispiaciuta, ma finiva lì. Quest'anno è differente. Quest'anno mi ci rode l'anima, se ci penso sto male perchè oramai è diventato come un prolungamento della famiglia insieme a Katia e la Dani, la Mara, Elisa. E' difficile forse da spiegare, ma è come se mancasse qualcosa. Insomma, io alle persone alle quali voglio bene faccio gli auguri, mi diverto a festeggiarle, fare loro regali. Oggi non posso fare niente di tutto questo. E ciò mi fa incavolare. Perché sarebbe bastato che determinate persone che hanno dichiarato di fare alcune cose le avessero realmente fatte invece di prenderci in giro, perché Carlo potesse essere libero, magari non per oggi, ma per Natale.

Insomma, si è capito che mi ci rode l'anima.

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lunedì 20 ottobre 2008

2 giorni x Carlo Parlanti

tratto da "IL FONDO"

di Valentina Cervelli

Una telefonata. Un applauso che scaturisce spontaneo. E una lacrima scende lungo il viso dell’uomo che sta tenendo in mano la cornetta. E’ il 15 ottobre 2008. Da una parte, la platea del Centro Italiano attori di Milano. Dall’altro capo del filo, Carlo Parlanti, in collegamento dal carcere. Tutto ciò nel corso di un’ intervista telefonica condotta nell’ambito di una serata a lui dedicata, nata dalla collaborazione tra l’Associazione no -profit Prigionieri del Silenzio e gli artisti milanesi guidati da Ivan Suen.

“Il Caso Carlo Parlanti: tra finzione e realtà”. Un incontro nato per far conoscere alla gente chi è Carlo Parlanti, di cosa è stato accusato (ingiustamente) e come la sua vita sia stata trasformata in un inferno sulle basi del nulla. Perché è questo che ancora, dopo quattro anni, colpisce la gente che decide di fermarsi e guardare le prove e leggere la documentazione del caso: Carlo Parlanti viene accusato senza che vi siano effettive dimostrazioni della sua colpevolezza e, ancor di più, con evidenti contraffazioni delle prove presentate in tribunale.

Ecco quindi che prima nella conferenza stampa indetta da Prigionieri del Silenzio lo scorso 10 ottobre ed ancora una volta nel corso dell’evento patrocinato dal Centro italiano attori il 15, vi è stata la possibilità di toccare con mano ed immedesimarsi nella triste quotidianità dell’uomo che sempre di più sta diventando simbolo delle spesso tragiche condizioni degli italiani detenuti all’estero. Con l’aggravante, in questo caso, rispetto ad altri, della sua innocenza.

Nel corso della conferenza stampa del 10 ottobre, Katia Anedda, presidente di Prigionieri del Silenzio, e con lei la dott.ssa Luciana Martena , (PDL) l’On. Matteo Salvini, (Lega) e con la dott.ssa Renata Galanti (Lega), hanno illustrato le problematiche maggiori relative allo stato di detenzione di un connazionale oltre i confini di Stato. Tra di esse le oggettive difficoltà linguistiche e la sovrappopolazione carceraria; un assistenza che non sempre viene condotta in modo lineare dalle autorità e la difficoltà, sempre molto sentita di potersi fidare realmente dei legali che si contattano. Ma soprattutto l’integrità fisica dei propri cari, spesso messa a repentaglio da forte promiscuità e dalle malattie infettive.

Il caso di Carlo Parlanti viene preso come esempio: la dott.ssa Martena elogia Prigionieri del Silenzio per il lavoro innovativo svolto fino ad ora mentre la dott.ssa Galante, responsabile dello Sportello Famiglie del Carroccio offre la collaborazione degli avvocati ad esso legati per studiare una concreta risoluzione al favore del Parlanti.

Viene infine introdotto Ivan Suen, presidente del Centro italiani attori di Milano, il quale illustra con dovizia di particolari e semplicità le motivazioni che lo hanno spinto a volere organizzare uno spettacolo su Carlo Parlanti.

Ed è proprio in questa occasione, in questa serata, che l’essenza stessa del caso e della vita strappata a Carlo Parlanti trovano un senso, palesandosi davanti alla platea del Centro Italiano Attori. Grazie alla stupenda interpretazione di Gabriele Milia, su un monologo composto dallo scrittore bolognese Giuliano Bugani, sembra che Carlo Parlanti sia presente nella platea, sia lui stesso ad affiancare nell’illustrazione della documentazione la sua fidanzata storica Katia Anedda. E gli occhi della gente si sgranano, l’emotività sale, il mormorio è costante. Gianfranco Ferreri, avvocato penalista del foro di Torino presente alla serata, interviene nel dibattito. La documentazione inerente il caso viene presentata, vengono analizzate le incongruenze, sottolineate le ingiustizie. Il silenzio in sala scende nel momento in cui, intorno alle 23, l’impianto acustico del teatro risuona delle note di uno squillo telefonico.

Il protagonista della serata, colui del quale si è parlato, la presenza portata in gioco dal bravo Gabriele si palesa nella sua realtà. E’ Carlo Parlanti. E’ lui che chiama approfittando della possibilità data ai detenuti di effettuare delle telefonate prenotate di 15 minuti. Ivan Suen, affabile padrone di casa, intervista Carlo interrogandolo sulle sue condizioni di vita all’interno del carcere, sulle sue sensazioni: cosa si prova ad essere un innocente detenuto in carcere da 4 anni? Le risposte di Carlo Parlanti sono come sempre semplici, pacate e dignitose. Non ha la presunzione di convincere il suo interlocutore della propria innocenza. Invita piuttosto i presenti a saggiare con i propri occhi la verità attraverso la documentazione del caso.

E l’applauso sale spontaneo tra le fila della platea. Carlo Parlanti sorride, commosso, mentre le lacrime scendono da sole solcandogli il volto. E gli ridonano un po’ quella vita e di speranza che da quattro anni gli vengono sottratte a forza ogni giorno.

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domenica 19 ottobre 2008

Well,



My biggest desire: see that woman suffering behind bars. For all her life. Is it too much? I don't think so.

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mercoledì 24 settembre 2008

Ci sono risate...

che ti aprono veramente il cuore quando le senti... sono senza prezzo per quanto son belle. Ed allora anche il sonno un po' scema nonostante l'ora tarda. E ti senti meglio, e senti che ciò che fai è giusto. Anche se prima non ne avevi dubbi, quando senti questo tipo di risate, seppur brevi, hai l'ennesima conferma che stai agendo per il meglio. Ed è una sensazione veramente bella. E che ti riempie l'animo.

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mercoledì 3 settembre 2008

paure...

il mio adoratissimo amico Manuel in ospedale con trauma cranico ed ematomi cerebrali...per fortuna è vivo, ma la paura, onestamente è ancora tanta.

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domenica 31 agosto 2008

Un anno...

Voglio buttar giù queste righe prima che la testa decida che non ha voglia di pensarci, prima che il criceto impazzito nel mio cervello mi risponda: "e che diamine, già stiamo tentando di finire di scrivere una lettera, non ti sembra un po' troppo?".Prima che mi passi la velleità, soprattutto in virtù della serata di ieri, di scrivere ciò che sento.

Ieri... non è stata una serata facile. Ho parlato molto al telefono con Carlo, e bisogna ammetterlo, non era in uno dei suoi momenti migliori. Niente a che vedere con i due giorni scorsi, nei quali, alle 11 di sera, sembrava di parlare con un qualsiasi amico che aveva appena staccato dal lavoro ed aveva voglia di farti sentire che esisteva ancora e potevi contare su di lui.

Ieri era molto stanco e, cosa che puntualmente a me fa rispondere anche in maniera sgarbata, demotivato. Era sull'umore che io definirei: disperato andante. Ma come biasimarlo? Il problema è proprio quello. Cosa gli rispondi quando ti dice che la situazione intera lo sta facendo impazzire, che non si capisce perché questi maledetti giornalisti e politici non agiscono come dovrebbero? Come cazzo si fa a dargli torto? Ed infatti gli do ragione. Ma mi incavolo quando si deprime. Mi incavolo perché rischia di lasciarsi andare e smettere di combattere, e questa è una cosa che secondo me non va fatta perché rischia di fottersi da solo. E quindi parte la discussione, come sempre. Che onestamente io preferisco al sentirlo depresso e in silenzio perché odia dannatamente farsi sentire lacrimoso.

Ma di base c'è che ha ragione. In quasi tutti i suoi sfoghi, in parte e mi duole dirlo, ma non mi ci dilungherò affatto, anche per ciò che concerne qualche atteggiamento di qualcuno nel dire e non fare o nel non farlo nella maniera adeguata. Che poi magari, per quanto glielo concede la situazione "sbrocca" e si sfoga e poi lo scemo ti chiede pure scusa. E' una cosa che a me fa molta tenerezza, perché son cosciente anche quando discutiamo al telefono che non ce l'ha con me. Ed è spettacolare questa necessità che sente di scusarsi. Che essenzialmente è poi legata, dopo tutto quello che ha passato, alla paura di perdere le persone che gli sono vicine.

Come dicevo, ad ogni modo, ieri non è stata una serata facile. Perché tipi di conversazione di questo tipo poi ti lasciano un po' il segno. E quindi, quello che nella mia mente, nei giorni scorsi era stato pianificato come un post gioioso per la giornata di oggi, ha assunto sempre di più toni malinconici.

Come dicevo nel titolo è un anno. E' esattamente un anno da quando il 31 agosto 2007, girando tra alcuni blog dopo aver lavorato ho scoperto la storia di Carlo. Io spesso rifletto sul fatto che tutto sia nato da una scelta estemporanea ed assolutamente casuale. Onestamente faccio fatica anche a ricordare su quale blog ho letto di Carlo Parlanti la prima volta. Mi ricordo che ero partita dal blog di Debo per arrivare... non so dove. Rimasi colpita però dalle parole di questa ragazza, che raccontava di non aver potuto fare altro che pensare a lui tutta la sera ed a tutto il dolore che poteva provare.

Ora chi mi conosce lo sa, la curiosità spesso fa di secondo nome Valentina, se ci si aggiunge poi lo spirito giornalistico.... e quindi mi son subito tuffata su Big G per vedere chi Carlo Parlanti fosse. E mi son trovata sul sito tenuto da Katia. Me lo son spulciato tutto, ho trovato sulla rete tantissimi blog e siti che parlavano di lui e l'ho letti tutti di un fiato.. perché volevo capirci di più, volevo vederci chiaro.

E man mano che il quadro emergeva, appariva palese che a quest'uomo, porcate erano state fatte. Al contrario di come faccio solitamente, decisi di lasciar segno del mio passaggio con una email. Alla quale rispose Katia. E da lì si può dire, nacque tutto. Il supporto di Chit fu ciò di cui avevo bisogno per capire meglio la situazione nei primi tempi. Katia si dimostrò, va detto, subito pronta a fugare qualsiasi dubbio. Non a parole ma con documentazione.

Dirvi che non ho avuto qualche dubbio nel primo mese, sarebbe una bugia. Tante cose sembravano così assurde da comprendere... ma poi, come disse un saggio: Verba volant, scripta manent. E i dubbi si dissiparono. Mi sembra che iniziai a scrivere a Carlo direttamente intorno alla metà di settembre.All'inizio non sapevo proprio cosa scrivergli... mi sembrava assurda anche qualsiasi frase di comprensione. Ma lui, che per certi versi ha un caratteraccio, ma che per altri è un autentico angelo, ha risposto spiegando alcune cose, comprendendone altre...

Feci in tempo a scrivergli una lettera prima che, nonostante i documenti presentati, fosse spostato a ventura per la risentenza. In due-tre giorni, con Katia Mara e le altre riuscimmo a trovare un avvocato per la stessa., la quale venne rimandata, per svariati motivi (uno più falso dell'altro a mio parere) fino al 10 dicembre. Fu proprio in quei giorni che iniziò il calvario di Carlo. Smuovemmo le acque in maniera abbastanza sentita tra le "autorità" di contea per scoprire che fine avesse fatto Carlo, sballottato per due mese tra county jail, ospedale, e Wasco, in un momento senza che neanche lo stato italiano sapesse la sua locazione. Un periodaccio, nel quale non gli era possibile comunicare se non per lettera: soprattutto per ciò che concerne l'ospedale bisogna ringraziare il buon cuore di alcune persone.

Sedici giorni incatenato al letto nell'ospedale di Bakersfield, sottoposto ad esami pressoché inutili visti i risultati, in condizioni che non auguro al mio peggior nemico. Non gli hanno concesso di farsi la barba per più di un mese, e nemmeno di tagliarsi le unghie. A Wasco ha dovuto continuare a limarsele sfregandole contro il muro. I primi 3 giorni a Wasco è stato tenuto con la tuta di carta con la quale aveva lasciato l'ospedale, ed è rimasto scalzo per 5. Fino a che il consolato non è riuscito ad andare a trovarlo. Anche qui, la bontà di un suo compagno di cella ha fatto in modo che non fosse proprio allo sbaraglio.

E poi dopo tanti rinvii senza motivo e che apparivano essere solo un tentativo di sfiancarlo prima della risentenza, il trasferimento ad Avenal, come il giudice, un grandissimo stronzo, aveva sancito dovesse essere ai primi di ottobre.

Lo stesso giudice che nonostante la legge ha potuto, per via di un codice penale del cazzo, confermare a Carlo la pena.

E poi la nascita di Prigionieri del Silenzio, la ricerca in determinati momenti disperata di nuove soluzioni, perché è assurdo che tutti preferiscano stare fermi. Cazzo, è un innocente e ci sono le prove! E poi lo sciopero della fame, le prime cure mediche, ma anche l'inizio delle discriminazioni, pesanti, da parte di quelle tre peripatetiche infami, e le discussioni continue con l'Ombusdman che prima ti risponde a cavolo, poi quando capisce che son loro che sbagliano tenta di darti suggerimenti sottobanco.

E poi l'ingresso dell'ICAA che con il suo staff ha studiato il caso ed a breve darà i suoi risultati... insomma di cose ce ne sono tante... anche se ancora nessuna è stata risolutiva purtroppo... nonostante tutto sia palese a tutti.

A livello emotivo per me ha significato conoscere un sacco di nuove persone, alcune delle quali sono diventate veramente importanti. E' significato dormire molto meno, e allenare in maniera quasi incredibile il mio inglese che ha fatto passi da gigante. E' stato confrontarsi con realtà diverse, e situazioni diverse.

Tutto ciò ha rappresentato una fonte di arricchimento spirituale immenso. Chi non è mai venuto in contatto con un dolore come quello di Carlo o chi non ci è voluto entrare in contatto, non potrà mai capire quanto è fortunato ad avere quello che ha. Questa è una cosa sulla quale per me non ci piove.

E poi, per quanto riguarda lui, di difetti ne ha.. è un rompipalle di prima categoria :)
ma è l'esatto contrario di quella brutta persona che la sua "presunta vittima" dipinge. E' sconvolgente quanto sia buono. Una bontà che ha fatto in modo che gliela mettessero veramente in quel posto e nel peggiore dei modi, dato dove si trova ora.
Talvolta è saccente.... ma io sono peggio :D

Ma è anche una persona che è in grado di starti a sentire e si preoccupa già solo se sente la tua voce che si abbassa un poco perché hai sonno, o sei stanco, o hai un raffreddore. E' una persona che ti dice " se hai bisogno del mio aiuto, di parlare con me, dillo, che la maniera si trova", come avevo spiegato in un mio precedente post, ma è anche una persona, come è successo ieri, che nonostante la sua grande ed innegabile dignità, ha bisogno di aiuto. Tanto aiuto. E quello che mi piacerebbe comprendessero le persone che gravitano intorno a questa storia è che un aiuto, se vuole rimanere estemporaneo può farlo assolutamente, ma che se si categorizza da solo come presente e fisso, tale deve rimanere, perchè l'ultima cosa della quale ha bisogno questo ragazzo è che qualcun altro lo prenda per il culo come tanta gente ho paura abbia fatto in passato.

Perchè quelle che per noi sono stronzate e non ci cambiano la vita, per lui rappresentano delusioni ed anche ore ed ore passate a riflettere ed a starci male.

Ad ogni modo, prima che questo post diventi un enciclopedia, mi fermo qui.

Avrei da parlarne per ore,mi conosco. Ma il mio criceto pazzo nella testa, mi ricorda giustamente che devo finire di scrivere una lettera, che ho iniziato stanotte e che ho promesso sarebbe partita lunedì. E tante considerazioni preferisco lasciarle in essa. Come è giusto che sia, perché tante cose, tante sfumature spesso possono essere comprese solo da chi le vive tali situazioni. Lascio quindi il resto delle mie considerazioni per la lettera che sto scrivendo a Carlo, per fargli capire che un anno di conoscenza, per quanto sfiancante, dispensatore di insonnia, di paturnie e simili, è anche una delle soddisfazioni più grandi della mia vita.

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sabato 16 agosto 2008

Carlo Parlanti: parla Michele, il fratello



E' un video, come sempre montato con foto di Carlo, contenente la testimonianza del fratello minore, Michele.

Belle parole, ben tenute, nonostante tutto. Ed oltre a foto di Carlo "inedite" se così si può dire, una vera chicca tirata fuori da Katia (che Dio ce la preservi così): un breve video di Michele e Carlo, ripreso da lei con il cellulare, quando tutti e tre abitavano a Napoli.

Ogni volta che monto un video su Carlo, è normale, sale il groppo in gola. Ma se possibile, quei pochi fotogrammi in movimento in formato .avi, hanno reso ancora più reale Carlo.

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martedì 29 luglio 2008

Dolore(2)


Il due c'è perchè mi sembra di avere già scritto un post con lo stesso titolo. Ma oggi è dannatamente quello sento. Una giornata buona, svoltasi discretamente, ma che ha preso un connotato diverso intorno alle 6 e mezza.

Non si può rimanere indifferenti davanti al dolore indicibile di un altra persona. Un dolore il quale silenzio grida più di mille parole. E così un peso ti si adagia sul cuore e ti si forma il groppo in gola. Perchè non hai le parole giuste per consolare. Non hai parole e basta. Che l'unica cosa che ti verrebbe in mente di fare ad avercela davanti la persona così disperata è di abbracciarla stretta stretta per proteggerla dal mondo intero. Ma non lo puoi fare. Ciò che puoi fare è tentare di aiutare la persona "vicina" a te che sta male ascoltando gli sfoghi della persona lontana. Perchè è l'unica maniera in cui puoi aiutarli. Ascoltandoli. Ma come diceva il compianto Alex Baroni, è un "male che fa male". Perchè ormai son quasi tre ore ed a me quella sensazione di tristezza ed il groppo in gola non sono passati.

Come tentare di arginare la disperazione di vivere? Che allo stesso tempo sembra sempre di più voler diventare la disperazione di morire? Come è possibile arginare un dolore tanto forte? Un dolore così forte che arriva a scusarsi di essere tale? Vorrei saperlo.

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mercoledì 9 luglio 2008

I'm not here for your entertrainment but....

Come sempre assonatissima, ma non si può mica lasciare questo piccolo pezzo d'anima incustodito in eterno :). Seguendo il mio ruolo di spacciatrice di video, come dice la cara Elisa, oggi mi son scovata a mio uso e consumo, un bel fanvid su Mulder e Scully. Penso che Fox sia il mio personaggio preferito di telefilm in assoluto. Quanti pianti negli anni nel vedere X files... e che attesa logorante questa del secondo capitolo cinematografico... Poi sarà che io nelle simil tragedie come quella di Fox e Dana ci sguazzo allegramente... chi lo sa :)

Come dicevo, ho veramente un sonno da fare impressione, ma penso che ogni tanto bisogna pure lasciarsi andare a qualche piccolo sfogo sul blog. Mentre mi trovavo in bagno oggi pomeriggio (ahò che volete? se stimola... ) stavo pensando che ormai è quasi un anno che seguo la vicenda di Carlo...

Sapete quale è la strana sensazione? Sentire contemporaneamente che mi ci sia appena dedicata e che mi ci dedichi da una vita...

(al che una voce fuori campo può anche urlare: aho, rinchiudetela che j'è partita la brocca!!!)

..però è così. E' questa l'impressione che ho. Insomma, sarò ripetitiva.. ho conosciuto un sacco di persone nuove ed adorabili come Katia, la Prof, la Dani e Elisa, persone che probabilmente se quel giorno non mi fossi fermata a leggere quel blog casualmente non avrei mai conosciuto, perché che connessioni abbiamo? Praticamente nessuna.. eppure sono diventate parte della mia vita quotidiana. Katia domani passerà qui prima di ripartire per Milano (muchissimi incontri con politici domani!). Tante piccole grandi donne coraggio siamo, una dopo l'altra. Ovviamente come il tempo ha dimostrato, la più forte di tutte è quello scricciolo sempre in corsa di Katia, che non molla mai. Il bello è che anche noi a forza di stare con lei abbiamo iniziato a non mollare mai...

E poi c'è quella stupenda persona che è Carlo. Un uomo che ne ha passate veramente troppe. Ed immeritate. Ma che nonostante tutto, mette praticamente sempre le esigenze degli altri davanti alle sue. Che nonostante i continui soprusi e le angherie delle quali i nostri politicanti sembrano sbattersene altamente, è capace di gioire per la contentezza di un prigioniero che abbiamo aiutato a ritrovare la figlia che credeva dispersa (è una marine) o preoccuparsi di come stiamo.

Un paio di giorni fa eravamo al telefono (piccolo prologo: a me giravano pure le palle a casa perché avevo l'impressione che nessuno ascoltasse ciò che provavo e pensavo in linea generale) e stavamo parlando ovviamente della trasmissione di Marco Strano e delle novità della giornata. Probabilmente deve avermi sentito la voce un pochino stanca e dopo avermi chiesto come stavo mi ha detto una cosa che ragazzi, sarò tenera di cuore, ma mi ha fatto veramente squagliare.
Voi tenete sempre a mente che per quanto possa incazzarmi con tutto il mondo io sto fuori e vivo la mia pregevole vita da persona libera mentre lui sono 4 anni che soffre ingiustamente le pene dell'inferno.

Mi dice: " lo sai che io posso chiamarti solo quando sono disponibili i telefoni e non ci sono le guardie stxxxxx, ma se hai bisogno di parlare con me, dillo a Katia che ti mette in c. o ti fa chiamare, non farti problemi se hai bisogno".

Ora cercate di capire... io mi incazzo perchè la mia famiglia magari non mi sta a sentire se ho qualcosa da dire... e loro non avrebbero altro in vita quando sono in casa che starmi a sentire, e questa personcina così speciale, con tutti i casini che ha, mi dice che se ho bisogno di sfogarmi lui mi sta a sentire?? Ci rido mentre lo scrivo... ma cazzo se la vita è tutta assurda!

E poi qualcuno mi chiede ancora perché mi sto impegnando come una matta per aiutarlo ad uscire dal suo inferno? Quanto bene sta facendo tutta questa storia alla mia anima? Molto... moltissimo.

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sabato 28 giugno 2008

Per chi ancora evita di guardare la verità e perde tempo a diffamare Carlo Parlanti

Profilo di Carlo Parlanti

“Certo però non è proprio uno stinco di santo. Era una persona alla quale piaceva l’alcool. Gli Piacevano le donne”: Quante volte abbiamo sentito queste frasi da persone che pur di non entrare nel merito della storia di Carlo Parlanti, hanno preferito lasciarsi a determinati commenti diffamatori gratuiti? Per fermare una volta per tutte queste diffamazioni gratuite, che continuano a perdurare nonostante la perizia criminologia che dimostra la sua innocenza, tracciamo un profilo del sig. Carlo Parlanti, nato a Montecatini Terme l’1 Novembre 1964: leggetelo fino alla fine e vedrete cosa ne uscirà.

Curriculum di Carlo Parlanti

Carlo Parlanti si laurea nell’anno scolastico 1984-1985 in Fisica, presso la facoltà di Matematica, Fisica E Scienze Naturali dell’Università di Pisa. Nel 1988 il primo lavoro importante presso la “ SYS-DAT Elaboratori” come analista e programmatore. In seguito ad un corso professionale nella stessa azienda, viene assunto insieme ad altre 20 persone su un parterre di scelta di 900 candidati.

Nel 1991 entra in “Nestlè Italia” come analista di sistemi, dove grazie alle sue capacità ed al costante impegno, in meno di un anno passa alla posizione di Senior Consultant. Nel 1995, Parlanti passa alla “JdEdwards Italia”, dove come Senior Consultant viene scelto come “project leader” di un progetto di implementazione basato su tecnologia Ibm.

Nell’agosto 1996 inizia la sua avventura lavorativa americana presso la CPL Worldgroup dove coordina l’implementazione del software JDE nei sistemi della “Dole Vegetables, nella quale entra a tutti gli effetti come Project Manager nell’aprile del 1997. Carlo rimane alla Dole fino al suo ritorno in Italia nell’agosto del 2002, scalando in continuazione posizioni di comando, come dimostrano le tabelle allegate nella cartella contenente documentazione complessiva relativa a questo report su Carlo Parlanti, incrementando i suoi profitti ed apportando alla società della quale era dipendente benefici ed ottimi guadagni.

Nel frattempo Carlo Parlanti sviluppa un proprio software chiamato OBDC Face, un ETL Tool, che gli è valso addirittura la citazione in un compendio della facoltà informatica di Copenaghen,e che lo ha portato alla stipula, pochi mesi prima dell’arresto, di un contratto da sogno con la CNG, società irlandese di viaggi ed hotel.

Un curriculum di tutto rispetto, difficilmente riscontrabile in molte altre persone. La scalata lavorativa di Carlo Parlanti, documentata anche da moltissimi diplomi di encomio relativi ai campi di applicazione lavorativa, linguistica e manageriale, è frutto di una continua ricerca di miglioramento di se stesso, che non ha niente a condividere con il comportamento di una persona alcolizzata come è stato spesso tacciato essere il Parlanti a causa delle dichiarazioni della sua accusatrice. Un alcolizzato infatti non è in grado di applicarsi al lavoro raggiungendo i traguardi raggiunti dal Parlanti, e ancor di più non è in grado di sostenere l’allenamento fisico che richiedono lanci con il parapendio, la preparazione al Triathlon, ed altre attività sportive come il nuoto e la corsa, sostenute a livello amatoriale, ma che ad ogni modo necessitano che il corpo della persona che le esegue sia allenato e depurato da qualsiasi voglia sostanza disibinitoria.

E se vi fosse ancora qualche perplessità, sulla sua salute fisica un certificato medico redatto nel 2003 dal comando regionale campano dei Carabinieri in seguito allo smarrimento della patente attesta che “ non presenta sintomi che lo rivelino fare abuso di sostanze alcoliche od essere in stato di dipendenza da sostanze stupefacenti”.

Qualsiasi sanitario può attestare che il fegato di una persona alcolizzata, specialmente se tale stato di cose si protrae per più di un decennio, soffrirà di steatosi, ovvero un aumento del contenuto di grasso all'interno delle cellule del tessuto epatico, che avviene in seguito a un processo infiltrativo o degenerativo. I valori del fegato di Carlo Parlanti, come attestano anche le analisi del sangue svolte nella prigione di Avenal, in California, dove è attualmente ed ingiustamente detenuto, nonostante l’Epatite di cui soffre, non presentano assolutamente valori compatibili con un abuso di alcool passato. Ecco quindi la dimostrazione diretta che tacciare il Parlanti di alcolismo è pura e semplice diffamazione gratuita.



Per ciò che riguarda la cosiddetta “leggerezza” del Parlanti nei rapporti con il gentil sesso, tutto può essere ricondotto a semplici illazioni: nessuno ha infatti il diritto di entrare nel merito della sfera privata di una persona. Nessuna promessa è stata mai fatta, e come tale i rapporti sono stati intesi dalle persone coinvolte. Ad esclusione della accusatrice di Carlo Parlanti ed altre due donne americane, di cui soprattutto di una è provabile la scarsa attendibilità etica e comportamentale, tutte le altre partner, sia esse di nazionalità italiana che straniera serbano buoni ricordi dello stesso. Alcune di loro sono parte attiva del gruppo che si sta battendo in difesa del Parlanti.

In fatto di credibilità di una persona, in un mondo corretto e giusto, non si sarebbe resa necessaria la stilazione di un similare dossier. Continue illazioni e diffamazioni gratuite che rischiano di far più male a Carlo Parlanti della semplice indifferenza hanno reso necessario questo report. L’auspicio è che chi abbia diffamato in passato il Parlanti, abbia la coscienza di ammettere il proprio errore.

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mercoledì 4 giugno 2008

Montecatini Terme, amici e Marco Masini


Approfitto di questi minuti di inattività per raccontarvi del weekend 31maggio-1 giugno. Due giorni densi di emozione e stanchezza :) Un consiglio prima di tutto, se dovete raggiungere Montecatini Terme, accertatevi che non vi siano agitazioni sindacali di nessun tipo nelle Fs: potreste non uscirne vivi. Io mi son goduta in pieno lo sciopero dell'Orsa toscano ligure, e credo, nonostante il mio essere sinistroide ed il mio rispetto per i sindacati, che se mi davano un sindacalista gli staccavo la giugulare a morsi. Comunque, dopo un viaggio di quasi sei ore, dopo la sveglia alle 4, arriviamo a Montecatini. Il Gambrinus bar dove avevamo organizzato l'evento di Prigionieri del Silenzio è stato la cosa più facile da trovare: nel giro di 5 minuti dopo aver lasciato la stazione ce lo siamo trovato davanti.

E che lo dico a fare che qualsiasi posto dove giravi gli occhi era un abbraccio? La mia prof preferita, Mara, Elisa, la Dani!!! E' stato come ...sentirsi a casa, sprizzavamo affetto da tutti i pori. Non sono arrivata in tempo per sentire Strano, ma ho potuto seguire la parte finale del dibattito, incazzandomi, e lo dico seriamente per l'atteggiamento di Zacchera, che non mi è sembrato coerente con la persona che io stimo da mesi. Per il resto il dibattito mi è sembrato sia andato abbastanza bene. Guidoni è stato fantastico. E detto tra noi ragazzi è proprio un bell'uomo, affascinante ed educato.

L'incontro con le ragazze è stato bellissimo, veramente soddisfacente. Già prima avevo l'impressione di conoscerle da anni, ora...avrei voglia di vederle tutti i giorni!

Il monologo su Carlo scritto da Giuliano Bugani ed interpretato da Gabriele Milia.... è stato qualcosa di fantastico, Gabriele è eccezionale, superbo. Sembrava di avere Carlo lì tra noi con tutto il suo dolore. Anche la sera è andata bene all'M9 con Ricky Ragusa. A parte il fatto che è veramente una persona squisita, è soprattutto un musicista di quelli con le contropalle! Penso che non dimenticherò mai la sua versione di "Stairway to heaven" :) Sublime.

Qualche ora di riposo in albergo, e poi via, la mattina verso Roma affrontando il sopracitato sciopero dei treni regionali toscani. Ben 8 ore per tornare a Roma.... praticamente un concentrato di stazioni della via crucis.

Il tempo di darsi una lavata, alle 18 e 30 appena tornata a casa ed alle 19 ero già sotto il palco di Marco Masini a Cecchina per il suo concerto. Che dire se non che amo quell'uomo e le sue canzoni alla follia? Un emozione indescrivibile che ha coronato uno dei weekend più belli della mia vita. Certo, poi il ritorno non è stato bellissimo, ad affrontare le ultime bastardate che hanno fatto a Carlo tentando disperatamente di aiutarlo in qualche modo... ma come sempre... donchisciottamente non ci si arrende mai da queste parti.

Questa sera poi ho avuto modo di vedere la trasmissione "Scena del Crimine" su Teleroma56 nella quale la Dott.ssa Bruzzone e Strano hanno affrontato il caso di Carlo... non anticipo niente ancora, ma è roba veramente forte! Carlo ieri aveva paura di essersi impappinato con loro... sbagliava, è stato bravissimo, e sicuramente sarà contento quando gli racconteremo come è andata la trasmissione :).

All right folk, la smetto qui.

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lunedì 26 maggio 2008

ve la dico come me la sento, a cuore aperto

Bella questa foto, vero? Me l'ha mandata qualche giorno fa Katia mentre le preparava per mandarle a "Visto" (mi raccomando compratelo questa settimana!!!). E' una foto del 1996, quando Carlo si era appena trasferito in America e Katia era andato a trovarlo. Erano in uno di quei ristoranti-tavole calde tipiche dei film americani e Carlo stava dicendo a Katia che la Cheesecake era l'unica torta mangiabile. Io adoro questa foto, adoro le foto in cui Carlo sorride... perchè non l'ho mai visto farlo, perchè anche quella risata di cuore che raramente gli esce fuori al telefono è sempre velata di tristezza. 1996, io stavo per affrontare il liceo.. dodici anni fa. Una vita. E pure Carlo e Katia erano piccoletti :) alla soglia dei trent'anni, con i loro sogni e le loro aspettative.

Oggi è una giornata un po' smorta. Perchè negarlo? Sono stanca, il nuovo tipo di lavoro che ho iniziato per Bergamo è molto stancante. Ho sonno: Montecatini si avvicina ed incomincio ad avere il terrore che qualcosa non possa andare nel modo giusto. E poi la testa mi martella rabbiosa.. non capisco come si possa rimanere indifferenti davanti a quello che Carlo sta passando. Insomma, sarò logorroica, ma sti gran cazzi, il blog è mio, se non vi piace c'è la X in alto a destra, la cliccate e uscite. Insomma, ho appena inviato l'ennesima email all'Ombudsman, chiedendo perchè la legge non è uguale per tutti. Perchè solo Carlo viene preso di mira, perchè gli altri fanno quello che gli pare, perchè quelle tre troie si inventano le cose e la passano liscia? Ma porcaccia di quella maiala infame, ma come è possibile? Quando ho questi momenti, non me ne frega una mazza, divento volgare peggio di uno scaricatore di porto.. ma è impossibile per me non essere altrimenti, perchè ho la frustrazione a mille. Anche se penso di fare tutto il possibile per aiutarlo, per aiutare Katia, questa è una sensazione che mi rimane, perchè le cose... cambiano molto lentamente, ed un innocente continua a marcire a novemila chilometri da qui e l'unica preoccupazione di determinate persone è quella di non "irrigidire" le autorità di Sacramento. Ma vaffanculo!

Ma come si fa a scambiare la vita di un uomo con della burocrazia? Io non mi ci raccapezzo. Quando mi prendono questi momenti così sento una rabbia così violenta che se mi mettessero quelle tre davanti e mi dicessero. "Ok, ti diamo un arma puoi ucciderle se vuoi".. beh liberi di credermi o no, non ci penserei nemmeno due volte e tirerei il grilletto. Perchè non sono delle donne, sono delle bestie infami che godono del dolore altrui. Da un certo punto mi fanno pena, perchè sprecano parte della loro vita a colmarsi di sentimenti d'odio e approfittando della loro posizione.. dall'altra se domani sparissero dalla faccia della terra, probabilmente farei il balletto celebratorio di "Billy the Kid" come Billy Cristal in "Scappo dalla città: la vita, l'amore, le vacche 2". E lo fare sulle loro tombe senza il minimo rimorso.

Una mia cara amica del liceo mi ha scritto questa mattina una email dicendomi che ammira l'impegno che metto nell'aiutare Carlo. Ciò che a molti forse non è chiaro sono basilarmente due cose: la prima è che Carlo è INNOCENTE, la seconda è che attraverso ogni minima azione che io compio per aiutare lui, aiuto me stessa, trasformandomi sempre di più in una persona migliore. E' questo che indirettamente, da settembre, Carlo e Katia fanno: tirano fuori il meglio di me. Quella parte che a prescindere da tutto e da tutti ha intenzione di aiutare un proprio simile. E non prendetemi per vaneggiatrice, ma oggi sto in fase di flusso di coscienza, voglio scrivere ciò che sento. Hanno i loro difetti come ognuno di noi, ma nonostante la situazione nella quale si trovano, hanno un cuore grande come la galassia nella quale viviamo. Ed è stupefacente ogni giorno di più scoprire i loro caratteri ed il loro modo di essere. Sono due persone dolcissime, e dannatamente generose. Sono due persone che ammiro per la loro forza, che nonostante abbiamo dei casini enormi, sono capaci di preoccuparsi già solo se mi sentono la voce stanca. Sono due persone forti e piene di dignità.

E per quanto schizzato possa sembrare, incomincio a pensare anche io che in qualche modo doveva essere destino che li conoscessi. E come loro tutte le altre, la Dani, Mara, Elisa. Siamo tanti piccoli tasselli sparsi per il mondo che ad un certo punto si sono "incastrati" a vicenda come in un pazzesco puzzle. Per fare qualcosa di buono, per migliorarci... forse semplicemente per farci forza nei casini della vita. Chi lo sa? Però ci vogliamo bene, e tentiamo di lottare disperatamente affinchè tutto vada come riteniamo giusto ed opportuno. In momenti come oggi, ci vorrebbe una bacchetta magica in grado di rinchiudere Carlo in una bolla di sapone gigantesca e farlo uscire da quell'inferno in terra che è Avenal, per riportarlo qui, finalmente libero. Perchè io trovo dilaniante, e mi chiedo come faccia Katia a resistere, sentire la voce di Carlo velata dal pianto (perchè inutile raccontare cazzate, ormai i suoi stati d'animo abbiamo imparato a captarli), e stanchissima, che racconta che per evitare di indispettire quelle gran bastarde, se ne starà tutto il giorno nel suo loculetto. Ma perchè se le prove della sua innocenza sono così palesi? Io a questo non riesco a rassegnarmi..

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martedì 6 maggio 2008

A letter from Carlo






Today I received a letter from Carlo. He was sweet as usual, writing me about some stupid things I wrote to him in my last letter and writing me about dreams. Every time I received a letter from Carlo, in every words He said, I see only gentleness, and pain. Yesterday I also talked with him by telephone. It's always a pleasure, because, despite all He's suffering, (Remeber, He's an innocent man unfairly convicted), He is always able to take care of you. Also when upset for something, Carlo is able to comfort you with all his affection. He don't think about his pain, He try to heal yours. He's a very special person and I'm glad to know him. Really glad.

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Una lunga assenza, dovuta ad una operazione di urgenza subita da mia madre. Un gran brutto spavento, ma per fortuna le cose si stanno sistemando.

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giovedì 24 aprile 2008

Parti di me

Questa mattina, cercando di dare un ordine generale al caos della mia stanza prima di ricominciare a lavorare, mi è capitato davanti un raccoglitore ad anelli dove negli anni ho raccolto alcune email, stampe utili, testi che per un motivo o per un altro per me hanno significato qualcosa. Alcune di quelle stampate, me ne son resa conto di botto, fanno male al solo rivederle, quindi ne ho sorvolato una veloce rilettura, ma due per la loro semplicità e quello che in qualche maniera hanno rappresentato, le ho rilette con il sorriso sulle labbra. Riguardano due persone diverse, importanti per me tuttora, una che non sento ( ma che penso ogni tanto passi di qui onestamente, a giudicare dalla mia histat) da un anno oramai e che abita veramente distante, roba di fusi orari differenti, ma ci sono abituata, ed una da una persona un po' più vicina, che sento ancora con molto piacere :).

Sembra ieri... eppure li conosco entrambi da ormai 8 anni e tutti e due sono parte di quello che io sono adesso. In maniera differente, uno in maniera sicuramente più forte dell'altro a tal punto da spingermi a cambiare il mio carattere, ma ugualmente rappresentanti parti della mia vita che anche a tornare indietro non cancellerei. Io sono convinta che tutto accada con un perchè nella vita, sia nel bene che nel male. E a tornare indietro non rinuncerei alla conoscienza di alcune di queste persone. Mi è capitato di sognare di averli conosciuti entrambi in un altra vita. Mi piace pensare che sia realmente così, perchè ciò porrebbe la speranza di fare diverse scelte ed aggirare determinati ostacoli che per forza di cose si son verificati.

Troppo sentimentale?... Forse si. Ogni tanto bisogna lasciare stare la pragmaticità e lasciarsi andare ai ricordi... :)

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